CALICI D'ARTE CONTINUA SU FACEBOOK

02/06/2012 Prosegue fino al 21 giugno la Degustazione social ideata dal Movimento Turismo del Vino per cantine aperte La CINEGUSTOLOGIA

Prosegue  fino al 21 giugno la Degustazione social ideata dal Movimento Turismo del Vino per Cantine Aperte

La CINEGUSTOLOGIA® di Marco Lombardi applicata ai vini delle cantine campane.

Sulla pagina facebook del Movimento Turismo del vino Campania abbinamenti e motivazioni

 

Prosegue fino al prossimo 21 giugno sulla pagina Facebook del Movimento Turismo del vino della Campania la degustazione avviata in occasione della 20esima giornata di Cantine Aperte. Per festeggiare il ventennale dell'iniziativa più amata dagli appassionati di vino e non solo, la sezione campana del Movimento Turismo del Vino ha avviato un'iniziativa social: la pagina Facebook del Movimento(http://www.facebook.com/pages/MOVIMENTO-TURISMO-DEL-VINOCAMPANIA/121200027906409) ospita una degustazione virtuale in cui ad un vino per ogni azienda aderente a CANTINE APERTE è stato abbinato un film. Il metodo è quello della cinegustologia, brevettato dal critico Marco Lombardi (www.cinegustologia.it) e gli abbinamenti saranno giudicati e votati dal pubblico di facebook. Grandi classici del cinema italiano e internazionale, ma anche nuove pellicole premiate proprio in questi giorni a Cannes sono abbinati alle bottiglie più rappresentative del panorama enologico campano. 
Cosa accomuna una Falanghina e l'indimenticabile 'Il Postino' di Massimo Troisi? Secondo Marco Lombardi 'Il mare che circonda Neruda e Troisi sa di sale come questo vino, e 'salate' sono pure le loro vite. Perché uno spumante di Falanghina rimanda alla storia di Giancarlo Siani raccontata da 'Fortapasc'? 
Tutti gli abbinamenti e le motivazioni qui: http://www.facebook.com/media/set/?set=a.462789977080744.122072.121200027906409&type=1
COME FUNZIONA: Ogni abbinamento VINO-FILM ha una scheda descrittiva con le motivazioni dell'abbinamento. 
Chiunque (cliccando 'mi piace' sulla pagina ufficiale del Movimento Turismo del Vino Campania) può accedere alla votazione e concorrere a decretare l'abbinamento ideale. 
I risultati saranno pubblicati in occasione del solstizio d'estate, il prossimo 21 giugno.
L'iniziativa è nata da successo riscosso dalla collaborazione tra il Movimento del Vino Campania e Marco Lombardi avviata lo scorso 22 maggio con la degustazione Calici di Cinema che si è svolta durante Vitignoitalia, il Salone dei vini e dei territori vitivinicoli italiani. 
 
Movimento turismo del vino
Informazioni e Ufficio stampa 
dipunto studio Tel.: 081 681505  
www.dipuntostudio.it 


I vini di CALICI D'ARTE raccontati con la CINEGUSTOLOGIA® (www.cinegustologia.it) – di MARCO LOMBARDI

DI MARZO - ANNI VENTI EXTRA BRUT – FORTAPASC (2009), di Marco Risi
Il giornalista Giancarlo Siani, ucciso nell'85 per mano della Camorra, ha – come questa bollicina – l'effervescenza di un giovane che ha voglia di verità pur senza essere un eroe, anzi, un ragazzo che vive tutte le 'grassezze' - nel vino riscontrabili dalla frutta secca - della sua età, a partire dal rapporto (adolescenziale) con le donne. Il finale amaro è il suo martirio. www.cinegustologia.it

CASASETARO - LACRYMA CHRISTI BIANCO DEL VESUVIO DOC 2011 – RICOMINCIO DA TRE (1981), di Massimo Troisi
Un vulcano sa di follia, ed è splendidamente folle il rapporto fra Troisi e la ragazza che gli insegna l'amore, conosciuta a Firenze. Lui – come il vino – ha il profumo di un frutto fresco ma a polpa bianca, che sembra nascondere – timidamente, come il protagonista - il sole (cioè la passionalità) attraverso dei colori poco accesi. www.cinegustologia.it

ASTRONI - FALANGHINA CAMPI FLEGREI DOC 2011 – IL POSTINO (1994), DI Michael Redford
Il mare che circonda Neruda e Troisi sa di sale come questo vino, e 'salate' sono pure le loro vite, dato l'esilio del poeta e la difficoltà del postino di 'sentire' il proprio cuore. Solo dopo un po' (come succede in bocca col vino) si percepiranno le note dolci, di frutta matura e miele. La freschezza, data dalla fermentazione in acciaio, è l'alter ego della poesia, che sa arrivare con leggerezza alla profondità delle cose. www.cinegustologia.it

JANARE, LA GUARDINESE - FALANGHINA GUARDIA SAN FRAMONTI DOC 2010 – GORBACIOF (2010), di Stefano Incerti
Un vino dall'acidità esuberante, proprio come il cassiere di Poggioreale chiamato Gorbaciof. Dietro la sua vita cinica e solitaria si nasconde però un cuore grande che viene fuori alla distanza, dopo aver incontrato una ragazza emarginata come lui, cinese. Proprio come il vino, che – dopo un po' di tempo, in bottiglia come nel bicchiere – la perde quella sua acidità, a favore dell'aromaticità. www.cinegustologia.it

ANTONIO CAGGIANO - FIANO DI AVELLINO DOCG 2011 – INCANTESIMO NAPOLETANO (2002), di Paolo Genovese/Luca Miniero
Un film caldo e speziato perché racconta la napoletanità (di una famiglia che si vede nascere una figlia che parla milanese) in maniera speziata e fresca, cioè autoironica. Il vino è uguale: caldo nel colore (giallo oro) e nei sapori (tra la frutta mediterranea e i fiori), ma speziato e fresco, grazie a una nota di finocchietto. www.cinegustologia.it

TENUTA CAVALIER PEPE - IRPINIA ROSATO DOC 2011 - NAPOLI  2012 – l'episodio della sigaraia di IERI, OGGI, DOMANI (1963), di Vittorio De Sica
Il gusto argilloso che proviene dal terreno sa di povertà, il rosa corallo di allegria, i sentori di marasca di passione, quelli di fragole selvatiche sanno di una (innocente) furbizia che proviene dal sottobosco. Ci sono tutti gli ingredienti dell'episodio di quel film, dove la povertà si combatte con il contrabbando di sigarette, e la prigione prossima ventura con l'essere sempre incinta, una condizione che impedisce l'arresto! www.cinegustologia.it

CASTELLO DUCALE - PALLAGRELLO TERRE DEL VOLTURNO IGT 2009 – L'AMICO DEL CUORE (1998), di Vincenzo Salemme
Un vino 'denso' per la sua consistenza glicerica e i sentori di miele d'acacia, ma fresco, grazie al profumo di ginestra e agrumi. Proprio come il film di Vincenzo Salemme che, pur affrontando temi 'densi' come la malattia e il tradimento, lo fa con la sua consueta leggerezza, che gli deriva dalla migliore tradizione teatrale partenopea. www.cinegustologia.it

TERREDORA - TAURASI FATICA CONTADINA DOCG 2006 – REALITY (festival di Cannes 2012), di Matteo Garrone
Dietro la pungente freschezza data dalle spezie, e dietro la morbida dolcezza dei frutti rossi, entrambi paragonabili a una commedia di stampo fiabesco ma sensorialmente 'intensa' qual è appunto il film, c'è tutto un 'sotterraneo' espresso dai frutti di bosco e - soprattutto - dalla componenti minerali, fino al goudron, che raccontano gli aspetti più profondi e 'oscuri' di 'Reality' dove, dietro le situazioni felicemente ipercolorate, c'è un'inquietudine oscura e impenetrabile che va oltre l'immediata realtà. Proprio come il rosso intenso - quasi 'inattraversabile' - del vino. www.cinegustologia.it

TERRE DEL PRINCIPE – ROSETO DEL VOLTURNO – MARILYN (2011 – ora nelle sale italiane), di Simon Curtis
La Marilyn 'mediatica' sa di rosa canina e di amarena, e ha un colore rosa brillante, come questo rosato. Il giovane – poco più che adolescente – che la conoscerà sul set di un film di Lawrence Olivier se ne innamorerà, fino a conoscere le sue note acide (molto presenti nel vino) di 'persona reale' e infelice. Note che lasceranno in lui un gusto persistente, impossibile da dimenticare. www.cinegustologia.it

FEUDI DI SAN GREGORIO – PIETRACALDA FIANO DI AVELLINO D.O.C.G. – COSI' PARLO' BELLAVISTA (1984), di Luciano De Crescenzo
La 'filosofia' che i napoletani hanno rispetto alla vita sa di camomilla come questo vino, nel suo saper riflettere con la necessaria calma sulle grandi questioni della vita. Ogni tanto c'è il calore mediterraneo (degli agrumi canditi) che comprende pure lo sdegno per quello che 'non va', e sempre una fresca ironia, data dalla mineralità. Tutto questo insieme è Bellavista!! www.cinegustologia.it

FATTORIA CIABRELLI – SANNIO DOC BARBERA 2009 REPHA'EL – MISERIA E NOBILTA' (1954), di Mario Mattioli
La veracità di Totò, nel suo essere uno del popolo, ha un colore rosso rubino ed è vinosa, e fruttata. Però dietro l'angolo esiste la componente aristocratica, che in questo film c'è e viene persino messa in scena come fosse reale. Questa ha tutta l'eleganza del tannino non invadente, che pulisce appena senza cancellare lo spessore del vino, cioè  – nel film – tutta la ricca umanità di Totò. www.cinegustologia.it

LA SIBILLA - DOMUS GIULII – L'UOMO IN PIU' (2001), di Paolo Sorrentin
Un vino che parte da un antico vigneto le cui uve vengono vinificate 'sperimentando'. Ecco la doppia anima dell'opera prima di Paolo Sorrentino, uno dei registi italiani più riconosciuti internazionalmente, che racconta in parallelo due storie di fallimenti, insoddisfazioni e ingiustizie, portandole sullo schermo con una fresca surrealtà, che le rende nuove, moderne. www.cinegustologia.it

MASTROBERARDINO – FIANO DI AVELLINO DOCG 2011 – BENVENUTI AL SUD (2010), di Luca Miniero
Un film che sa di sole (per le sue storie cariche di passione), ma… con freschezza, grazie alla 'pulizia' dei sentimenti espressi. Così è questo vino, dove l'acidità dà un piacevole equilibrio alle note calde di pera e nocciola tostata. Gli agrumi, alla fine, sono la spruzzata aromatica che porta il vino (come il film) verso il lieto fine. www.cinegustologia.it

SOCIETA' AGRICOLA VILLA DORA – GELSONERO LACRYMA CHRISTI DEL VESUVIO ROSSO D.O.C. 2008 – LE MANI SULLA CITTA' (1963), di Francesco Rosi
Un film appassionato e 'biologico', per il suo sdegno espresso nei confronti della speculazione edilizia, cioè del malaffare politico/imprenditoriale della Napoli degli anni '60. Il vino ne è l'espressione: da un lato perché le uve vengono coltivate nel rispetto (biologico) delle leggi della natura, dall'altro perché viene poi 'costruito' come un buon edificio, dove si usa la barrique con ragionevolezza, senza coprire i sentori di frutta fresca e rossa. www.cinegustologia.it

FATTORIA LA RIVOLTA – AGLIANICO DEL TABURNO DOC 2008 – L'AMORE MOLESTO (1995), di Mario Martone
Un vino che ha tutta l'autentica (e oscura) profondità dell'Aglianico, grazie all'uso dell'acciaio. Proprio come in questo grande film di Mario Martone, dove la protagonista scende giù fino in fondo ai suoi ricordi, anche quelli più tenebrosi, che segnano il suo rapporto di odio e amore verso la città di Napoli. Non capirà 'fino in fondo', come fino in fondo è difficile comprendere il 'mistero' dell'Aglianico. www.cinegustologia.it

AZIENDA VITIVINICOLA MARINO  – PROCLAMO CILENTO AGLIANICO DOC 2008 – VOLESSE IL CIELO! (2002), di Vincenzo Salemme
Una storia vinosa, persistente e di carattere, come questo vino. Salemme parte da un episodio tanto 'vigoroso' quanto ironico, cioè speziato come il Proclamo Cilento, per poi andare su tematiche ancora più dense, che sanno di tabacco. Ma in questa storia c'è pure un grande amore verso i singoli personaggi, sempre, un amore che fa pensare al sentore di  rosa espresso dal vino. www.cinegustologia.it

I FAVATI  – VENTICINQUE CAMPANIA I.G.T. – PENSAVO FOSSE AMORE… INVECE ERA UN CALESSE (1991), di Massimo Troisi
Lei (Francesca Neri) ama lui, e lui (Massimo Troisi) ama lei, senza però trovare il coraggio per sposarla L'Aglianico ama la barrique e la barrique ama l'Aglianico, ma loro – addirittura! pur essendo una 'coppia felice' - non possono sposarsi. Sono tante le strade possibili per amare, ma questo vino, nonostante sia nato per festeggiare il venticinquennale di un matrimonio, sa più di amore, che di matrimonio… direbbe il grande Troisi. www.cinegustologia.it

VESTINI CAMPAGNANO & PODERI FOGLIA  – CASAVECCHIA TERRE DEL VOLTURNO IGT 2008 VESTINI CAMPAGNANO – L'AMORE BUIO (2010), di Antonio Capuano
Un vino complesso, con delle trame olfattive difficili da decifrare. Così è lo splendido film di Antonio Capuano, che narra la storia di due ragazzi che rappresentano le due anime di Napoli, quella povera e quella benestante. La brutta vicenda di uno stupro si trasformerà – nel film – in un amore oscuro e difficile da catalogare, che unisce gli estremi. Proprio come questo vino. www.cinegustologia.it

GIUSEPPE APICELLA  – COSTA D'AMALFI  COLLE SANTA MARINA DOC 2011 – NOTTING HILL (1999), di Roger Michell
Un profumo intenso ma fine, tra il miele millefiori e la mela verde, è il risultato della storia d'amore tra la nobile Falanghina e il più popolare Biancolella. Tutto questo equivale alla storia d'amore fra una grande star hollywoodiana (Julia Roberts) e un povero libraio (Hugh Grant) che riescono ad amarsi proprio perché riescono a unire le loro diversità, anche sociali. Il finale sa (piacevolmente) di frutta tropicale, proprio come il vino. www.cinegustologia.it

MARISA CUOMO  – FIOR D'UVA COSTA D'AMALFI  FURORE BIANCO DOC 2010 – DELLA RUGGINE E DELLE OSSA (festival di Cannes 2012), di Jacques Audiard
Un giovane uomo che vive come un animale incontra una ragazza sensibile che ha appena perso le gambe. Nasce una storia ai limiti della realtà che si ha il dolce della surmaturazione, tra l'albicocca secca e i frutti esotici e l'uva passa, ma anche la mineralità che dà equilibrio e completezza, rendendola fruibile e 'credibile'. www.cinegustologia.it

GROTTA DEL SOLE  – GRAGNANO PENISOLA SORRENTINA DOC 2011 – HAIR (1979),  di Milos Forman
Fresco e acido, scoppiettante di bollicine e strabeverino, semplice e quotidiano… che altro può essere, questo vino, se non un musical? Soprattutto uno che racconta a suon di rock il bisogno di combattere – con allegria, ma 'acida decisione' – le mode e le ingiustizie sociali, per (cercare di) trovare il senso della vita nella libertà e nell'amore. Un vino 'hippy', che infatti trae origine dalla tradizione di quegli anni. www.cinegustologia.it

FONTANAVECCHIA LIBERO RILLO – AGLIANICO DEL TABURNO ROSATO DOCG 2011 –
MIRACOLO A MILANO (1951), di Vittorio De Sica
I rosati sanno di favola, fra il colore caldo e i sentori spesso confettati. Questo capolavoro del cinema italiano ha un finale tanto allegro, quanto lievemente acido (come l'Aglianico, base di questo vino), perché 'relega' alla dimensione del sogno (o dell'aldilà) la possibilità di ottenere giustizia e felicità. Ma è soprattutto la sua trasparenza che sa di 'Miracolo a Milano', un film il cui cuore viene fuori senza sovrastrutture od 'opacità'. www.cinegustologia.it






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