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30/04/2013

Come consumatori e come amanti delle cose belle e buone, ma soprattutto come padri e madri di famiglia, siamo sempre più attenti all'ambiente, al comune benessere e, di conseguenza, a quegli aspetti della produzione che generano effetti più o meno  positivi  sull'ecosistema e sulla salute pubblica.
I fratelli Paladin, Carlo, Lucia e Roberto, condividono in concreto, la sensibilità verso queste istanze, non solo come cittadini, ma anche in qualità di produttori di vino e hanno avviato nelle aziende del gruppo (Paladin, Bosco del Merlo, Vèscine e Castello Bonomi) una serie di progetti e un team volti al continuo miglioramento del rapporto tra la produzione  e l'ambiente, nonché all'innalzamentodella qualità dei vini stessi mettendo una particolare attenzione ai punti critici dei processi in vigna e in cantina.
Gli obiettivi sono due:
1. salvaguardare gli ecosistemi: cioè avere aziende ecocompatibili, a basso impatto sull'ambiente, che siano un modello vincente dal punto di vista ecologico e insieme economico;
2. rispettare salute e prodotto: offrire contemporaneamente vini di alta qualità e personalità, che siano  ben al di sotto dei limiti standard di legge per quanto riguarda il contenuto di anidride solforosa.

Il Gruppo Paladin è da anni impegnato su questo fronte, avendo già sperimentato con Bosco del Merlo, tra i primi, la viticoltura e la vinificazione biologiche.
Ora, senza vincoli di certificazione di processo, che appesantiscono dal punto di vista burocratico, ma attenendosi ai risultati, ovvero guardando al vino e ai valori certificati e continuamente verificabili in analisi, cioè facendo una 'viticoltura ragionata ', la famiglia Paladin si propone di raggiungere nel giro di un anno un tasso di anidride solforosa al di sotto del 50% previsto dalla legge per tutti i suoi vini principali (i cosiddetti vini 'star').
Attualmente molti dei vini di famiglia sono già vicini al traguardo, altri si situano già abbondantemente sotto la soglia. Per esempio il franciacorta brut CruPerdu, con soli 64 mg/l di anidride solforosa totale è a circa un quarto del limite di legge. Un vero successo!

Questi sono gli aspetti su cui i consumatori sono giustamente attenti e per il gruppo sono una priorità.

Come vengono portati avanti i progetti?
La famiglia Paladin ha costituito un gruppo di lavoro  Ricerca & Sviluppo, costituito da tecnici interni, agronomi ed enologi, collegato all'Università di Milano grazie al Prof. Leonardo Valenti.
Il team deciderà le priorità di studio e d'opera con il supporto degli uffici marketing e commerciale, che faranno anche da tramite per la divulgazione dei risultati.

Tra i piani già in fase di realizzazione avanzata ricordiamo:
• Due studi in corso sull'impronta carbonica vitivinicola e il suo contenimento
• gli studi  finalizzati alla gestione scientifica dei trattamenti in vigna e alla conseguente riduzione degli stessi
• gli studi in cantina per la continua riduzione dell'anidride solforosa, mantenendo standard organolettici consolidati
• uno studio di convenienza per convertire le biomasse in energia da riutilizzare in azienda.


Per quando riguarda l'impronta carbonica (carbon footprint), ovvero le emissioni di anidride carbonica al netto d degli 'assorbimenti' da parte, per esempio, delle viti stesse nel ciclo clorofilliano, il gruppo Paladin aderisce a due distinti progetti:
1. Ita.Ca® con Castello Bonomi impegnato in prima fila insieme a sole altre 50 aziende in tutta Italia nell'approntamento di un calcolatore di emissioni, aggiornato secondo il Protocollo dell'OIV. La finalità del progetto è applicare l'unico metodo di calcolo italiano riconosciuto in ambito internazionale (FIVS e WFA) per valutare le emissioni carboniche e stimare il saldo di CO2 in ambito aziendale. Un apporto fondamentale da parte del comparto vitivinicolo che dimostra sensibilità e un'attenzione pionieristica a un tema di unanime interesse, come è stato riconosciuto dopo i famosi Protocolli di Kyoto, confermati con l'accordo di Doha.
2. Winezero in Veneto: il progetto, guidato dall'Università di Padova, ha il compito di analizzare l'impronta carbonica e, in particolare, l'assorbimento dell'anidride carbonica da parte della vegetazione. Il progetto combina in modo innovativo assorbimenti ed emissioni di questa importante filiera produttiva, che mai in nessun paese finora sono stati integrati, con l'intento di certificare l'area sottoposta a controllo dal punto di vista del bilancio carbonico.

Quanto delineato in questo documento costituisce solo l'inizio del Progetto Natura della famiglia Paladin, che vuole crescere con le sue aziende in un ambiente sano, all'insegna dell'ecosostenibilità.
 




Casa Paladin