Cantine Aperte 2005: vini ed altri sapori

16/05/2005

Domenica 29 maggio torna l'appuntamento con Cantine Aperte, la giornata nazionale dedicata al turismo del vino. L'Emilia-Romagna, terra di rinomate eccellenze enogastronomiche, terra delle 14 Dop (Denominazioni d'origine protetta), delle 11 Igp (Indicazione geografica protetta) e dalle 13 Strade dei Sapori, è pronta a spalancare agli enoturisti i suoi templi del buongusto.
Vino e turismo: un binomio che si conferma vincente per la promozione del territorio. Il vino rappresenta sempre più un fattore di attrazione per una Regione in cui, la vocazione enologica, si intreccia strettamente con la storia, l'arte, la cultura e le tradizioni agricole e gastronomiche. Artefice della nascita e dello sviluppo di questo nuovo modo di scoprire il nostro paese è il Movimento Turismo del Vino, che dal 1993 ha contribuito in modo decisivo alla sua affermazione.
Cantine Aperte celebra l'accoglienza nei luoghi di origine dei prodotti enogastronomici, alla scoperta delle persone, del lavoro e dei metodi artigianali di produzione che stanno dietro alle specialità che ogni giorno troviamo sulle nostre tavole. In Emilia-Romagna le oltre settanta Cantine aderenti al Movimento Turismo del Vino si aprono per sostanziare quel patto fiduciario tra il produttore ed il consumatore senza il quale lo spazio dell'agricoltura diventa residuale. Non una semplice divagazione, ma una predisposizione all'incontro con l'essenza del vino.
Alla visita alle cantine, alle degustazioni, alla conoscenza enologica, il popolo del vino richiede anche cultura: ed ecco che le Cantine dell'Emilia-Romagna propongono corsi di cucina, convegni sul vino, concerti, mostre d'arte, mostre artigianali, mostre d'auto d'epoca (con citazione di merito per le mitiche 'rosse' di Maranello) che completano la formula di 'Cantine Aperte', rendendola così una full-immersion piacevole e indimenticabile nella dimensione del mondo enologico e della sua terra.
Non mancheranno le classiche degustazioni delle 52 produzioni tipiche certificate della Regione: Mortadella di Bologna, Culatello di Zibello, Salame, Coppa e Pancetta piacentina, Prosciutto di Parma, Zampone e Cotechino di Modena. Senza scordare il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano, il Provolone Valpadana, l'Aceto Balsamico, le marmellate, i mieli.
'Il vino non è solo produzione agricola, ma è seduzione, valore immateriale, è storia e fatica, ma è soprattutto 'piacere', tecnica e poesia, scienza e conoscenza, alleanza tra chi produce vino e chi lo apprezza. La capacità di seduzione del vino ha fatto sì che il degustare sia diventato uno stile di vita che vuol dire riscoprire dentro una buona bottiglia i valori della cultura rurale' afferma Daniela Rigamonti, Presidente del Movimento Turismo del Vino Emilia-Romagna.


Presidente del Movimento Turismo del Vino per l'Emilia-Romagna: Daniela Rigamonti
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