Più Abruzzo e meno Montepulciano con tanta voglia di vincere. Donatella Cinelli Colombini racconta il suo incontro con il Mtv Abruzzo

22/04/2015 Con i produttori abruzzesi per parlare di turismo, web e indentità. Cantine enormi e molto piccole, alla ricerca di un successo diverso dalla qualità-prezzo

… andiamo. E’ tempo di migrare. Ora in terra d’Abruzzo i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare … scriveva D’Annunzio. Arrivando in macchina l’occhio sale sulle pendici degli Appennini coperti di neve, alla ricerca delle greggi. Non ci sono più ma questa terra mantiene la sua forza straordinaria. E’ solenne, è vera, con la tragedia irrisolta del terremoto de L’Aquila, il silenzio delle montagne brulle che scendono verso il mare e le zone industriali piene di capannoni. Una terra di grandi contrasti, dove convivono enormi cantine sociali e piccoli produttori alle prese con un mercato italiano in difficoltà.

A cena da Nicola D’Auria, presidente regionale del Movimento Turismo del Vino, rimaniamo sbalorditi dalla bellissima struttura della sua azienda: una sala banchetti su due piani e un ambiente sotterraneo dove le pupitre dello spumante si alternano agli amplificatori per la musica dal vivo. Mi guardo intorno ammirata "ammazza oh! E io che credevo di essere avanti!" Anche la cantina è grande e organizzatissima: tinaia, bottaia, imbottigliamento da fare invidia! La cosa più spettacolare è la cena preparata dalla mamma Doralinda a cui è dedicata l’azienda Dora Sarchese. Arrivano in tavola pinzimonio, ventricina, carciofo ripieno di formaggio e uovo, lasagne, arrosto, nevole di mosto cotto. Che vitaccia facciamo noi produttori, non è vero? Assaggiamo vini di più aziende tutti contraddistinti da un’intensità evidente e un carattere deciso.

La mattina dopo c’è la lezione sulla comunicazione web per i soci del Movimento del Turismo del Vino. Sala piena, i relatori che mi precedono – Fabio Piccoli e Lavinia Furlani preparatissimi e io quasi senza voce. Comincio a parlare chiedendomi se riuscirò ad arrivare in fondo nonostante la raucedine, per fortuna ci sono i microfoni. Tutti ribadiamo lo stesso concetto: identità. Per emergere bisogna usare ciò che distingue senza inventare niente. Cioè essere sé stessi ma uscire dal coro. In realtà è più facile a farlo che a dirlo perché tutti i territori e le aziende hanno qualcosa di unico.

L’Abruzzo è la terra di Celestino V dei pellegrinaggi, dei tratturi, dei parchi naturali … se qui vengono organizzati sul serio i trekking sui percorsi storici e usando le cantina come punti di sosta dove, nei giorni festivi, si magia pane e formaggio a tavola con i produttori assaggiando il loro vino… l’Abruzzo diventa il leader mondiale del trekking e del trekking del vino. La terra dove lo sport e l’esperienza all’aria aperta si sposa con le degustazioni di vino. Produttori abruzzesi, tenaci e accoglienti, perché non ci provate? (Fonte: www.cinellicolombini.it)




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