Il 2 giugno l’Italia ricorda la nascita della Repubblica Italiana. Barolo, Chianti Classico, Brunello di Montalcino e Franciacorta simboli enoici Italia nel mondo

03/06/2015 Si dice spesso che un vino è l’ambasciatore del proprio territorio, prodotto di punta di un sistema economico che, dove le cose funzionano, non si esaurisce nella bottiglia, ma ha ricadute sull’ambiente, sul turismo e così via

Ogni 2 giugno, come da tradizione, l’Italia ricorda la nascita della Repubblica Italiana. Un’Italia divenuta simbolo nel mondo per moda, design, arte, cultura ed enogastronomia. Un lifestyle che viene “portato avanti” nel mondo anche grazie ai suoi vini che, da ogni regioni d’Italia, divengono emblema di cultura e tradizione. Si dice spesso che un vino è l’ambasciatore del proprio territorio, prodotto di punta di un sistema economico che, dove le cose funzionano, non si esaurisce nella bottiglia, ma ha ricadute sull’ambiente, sul turismo e così via. Tutti elementi che, a loro modo, concorrono al valore del brand “collettivo” del vino stesso, quel valore che appartiene a tutti gli attori del territorio, e che tutti sono chiamati a custodire e far crescere.

In cima ai vini più conosciuti e apprezzati nel mondo troviamo il Barolo, la denominazione che vanta una grande allure nel segno della tradizione. E’ il vino piemontese il più amato e desiderato, seguito da Chianti Classico, territorio che vanta un inimitabile fascino conferito da storia, arte e paesaggio, Brunello di Montalcino, uno dei vini made in Italy più ricercati nel mondo, e Franciacorta, simbolo delle bollicine d’eccellenza di casa nostra. A seguire, tra le denominazioni più conosciute nel mondo, ci sono Amarone della Valpolicella, Bolgheri, Barbaresco, Sagrantino di Montefalco, Trento Doc, Taurasi ma anche Valtellina, Valdobbiadene-Conegliano, summa qualitativa e zona storica dello sparkling wine italiano di maggior successo nel mondo, Nobile di Montepulciano, Lambrusco, Barbera, Montepulciano d’Abruzzo, vino e vitigno simboli di un’intera Regione, e Verdicchio. Da rilevare, in questa classifica, l’ascesa dei cosiddetti “macro-territori”, in particolare Trentino e Sicilia, regioni divenute simbolo per la qualità della loro offerta produttiva complessiva e non per le singole denominazioni di origine.

La cantina del Quirinale stessa risulta essere ben assortita. Sia Luigi Einaudi che Carlo Azeglio Ciampi hanno mostrato attenzione a questo tema rifornendo la Presidenza della Repubblica soprattutto di vini toscani, lombardi e piemontesi, fra cui Barbaresco, Franciacorta e Brunello di Montalcino (Fonte: WineNews).




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