Esiste una valutazione obiettiva del vino? No. Anche gli esperti sono influenzati dal luogo di origine e dal nome sulla bottiglia, così come tutti

19/10/2015 Si tratta di neuroscienze e di sperimentazioni fatte da specialisti, non dell’opinione degli amici del bar. Accantonarle come fossero banalità è sbagliato

Qualche anno fa due diverse indagini - in Svezia e in USA - provarono che l’alto prezzo fa sembrare il vino più buono, soprattutto alle donne. Ora i ricercatori si sono di nuovo messi in moto per capire se una diversa origine del vino spinge, chi lo assaggia, a trovarlo migliore e addirittura a pagarlo di più. La risposta è SI anche quando si tratta di esperti che dovrebbero basarsi solo su vista, olfatto e gusto, le percezioni risultano condizionate dalle aspettative.

Questa volta l’indagine è nostrana, effettuata da un centro di ricerca e consulenza su neuro-marketing e economia comportamentale di Trento che si chiama Neurexplore. E’ stata segnalata dal sito Teatro Naturale e, a noi che lavoriamo nel vino, fa l’effetto del Re nudo, tutti lo sanno ma nessuno lo dice. O almeno pochi lo dicono, perché gli esperti di marketing sostengono, da anni, l’opinione che nel vino gli elementi immateriali valgano due terzi della percezione di valore e qualità.Torniamo all’esperimento di Neurexplore: i nostri ricercatori hanno messo 4 bicchieri con lo stesso vino di fronte a un gruppo di professionisti. Ma anche se il vino era identico le scritte sui calici erano diverse: Piemonte, Basilicata, Trentino e Veneto. Ed ecco che, come per magia, dei vini uguali vengono percepiti diversi e in nostri esperti trovano più buono quello piemontese e sono anche disposti a pagarlo di più. Esistono infatti specifiche parti del cervello, quale la corteccia orbitofrontale mediale, che determinano la sensazione di piacere durante il consumo di un cibo o di una bevanda. Sono questi centri nevosi a alterare la percezione per cui l’assaggiatore crede francamente di sentire odori e sapori diversi.
Il passo successivo riguarderà l’influenza dei brand sulla percezione. Stai a vedere che qualche bottiglia, magari francese, magari di un celebrato chateau perde il suo fascino se qualcuno cambia l’etichetta!

A tutti i lettori offro un consiglio: usate i giudizi dei grandi esperti per educare il vostro palato, poi andate avanti a cercare le eccellenze assaggiando, assaggiando e assaggiando ….. vi divertirete. (Fonte: www.cinellicolombini.it)




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