Cancer Plan, un risultato importante per il Turismo del Vino

16/02/2022

NOTA STAMPA

“Accogliamo con viva soddisfazione l’importante l’esito favorevole del voto in plenaria del Rapporto della Commissione speciale del Parlamento europeo per la lotta contro il cancro (BECA) sul rafforzamento delle strategie dell’Europa nel combattere la malattia sottolinea Nicola D’Auria, Presidente del Movimento Turismo del Vino - E’ stata fatta chiarezza sulla netta distinzione tra consumo moderato e consapevole del vino e abuso di alcol. Un concetto fondamentale dal quale ripartire per attuare idonea strategia di lotta al cancro con un approccio corretto in relazione al consumo di alcol”.

Nella lettera congiunta inviata alcuni giorni fa ai Parlamentari europei Italiani infatti, le Associazioni aderenti al Patto di Spello (Associazione Nazionale Città del Vino, Associazione Nazionale Città dell’Olio, Movimento Turismo del Vino, Movimento Turismo dell’Olio, Federazione italiana delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori, Unione Italiana Vini) avevano richiesto esplicitamente e con forza un intervento affinché le politiche di prevenzione contro il cancro e a favore della tutela della salute dei cittadini non si trasformassero in battaglie ideologiche contro le produzioni tipiche italiane.

“Confusione e allarmismo – prosegue D’Auria - , originati anche dall’uso di etichette con alert dall’effetto “paralizzante” presso il consumatore, non giovano certo alla corretta veicolazione di un messaggio che vuole rafforzare il concetto di misura e consapevolezza. Ricordiamo inoltre che il vino, oltre al valore intrinseco del prodotto costituisce un valore aggiunto non indifferente con un settore, quello del Turismo del Vino, che vale, secondo l’Osservatorio sul Turismo del Vino, oltre 2,5 miliardi di euro di fatturato (dato pre pandemia). E vivere i territori del vino, l’ambiente agricolo e i piccoli e grandi centri che da sempre portano avanti una cultura e di una economia secolari, non può certamente essere ricondotto ad un vivere nocivo per la salute pubblica. Occorre pertanto lavorare per la chiarezza e la distinzione senza semplificare e riassumere in un’etichetta un mondo complesso e dai molteplici risvolti culturali ed economici”.




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