L'esempio del Movimento Turismo del Vino raccontato dalla sua Presidente Chiara Lungarotti

20/05/2009 In vista della diciassettesima edizione di Cantine Aperte 2009 ecco come il Movimento Turismo del Vino ha vinto la scommessa di un turismo legato al vino di qualità.

In vista della diciassettesima edizione di Cantine Aperte 2009 ecco come il Movimento Turismo del Vino ha vinto la scommessa di un turismo legato al vino di qualità. Lo spiega Chiara Lungarotti in occasione del convegno sul Turismo del Vino organizzato dall’Enoteca Italiana a Siena sabato 23 maggio e del 3° Forum sul Turismo realizzato da Il Sole 24 ore a Milano mercoledì 27 maggio.

La Presidente del Movimento sarà, infatti, ospite prima a Siena, sabato 23 maggio, per il convegno sul tema Turismo del Vino in vetrina: le novità dell’enoturismo italiano, organizzato dall’Enoteca Italiana presso la Fortezza Medicea della città toscana, in occasione della 43° Settimana dei Vini.
Al centro del suo intervento la perfetta accoglienza all’enoturista in cantina, caratteristica distintiva delle aziende socie del Movimento, che, da quest’anno è addirittura certificata secondo un preciso e rigoroso Decalogo dell’accoglienza in cantina. Un progetto unico nel suo genere che il Movimento Turismo del Vino lancia in attesa di Cantine Aperte, l’appuntamento di maggior successo, che vede impegnate, domenica 31 maggio, quasi mille cantine socie in tutta Italia.
L’incontro di Siena vedrà la partecipazione anche di due Presidenti regionali dell’associazione, Vittoria Cisonno presidente del MTV Puglia e Hans Onno Stepski Doliwa, presidente del MTV Veneto nonchè della fondatrice del Movimento e attualmente Vice Presidente dell’Enoteca Italiana, Donatella Cinelli Colombini.

Turismo enogastronomico: il prodotto tipico come fonte di attrazione turistica è invece uno dei temi del 3° Forum sul Turismo che, mercoledì 27 maggio a Milano presso la sede de Il Sole 24 Ore, vedrà la presidente Lungarotti spiegare come dietro al motto del Movimento Vedi cosa bevi ci sia la volontà proprio di contribuire alla diffusione di una cultura del bere che vuol dire conoscere il vino, il suo territorio, valorizzare al meglio le caratteristiche di entrambi e, soprattutto promuovere l’educazione al bere consapevole.

 




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