Serve un Ministero dell’Agroalimentare per crescita e competitività delle imprese

28/01/2013 A dirlo è Agrinsieme, in un documento di proposte da sottoporre all’attenzione dei candidati premier alle prossime elezioni politiche

Per i valori economici, produttivi e sociali che l’agricoltura rappresenta non è più sufficiente un ministero delle Politiche agricole. Nell’attuale difficile situazione e davanti alle prossime decisive sfide, a cominciare dalla Politica agricola comune, è sempre più indispensabile un ministero per lo Sviluppo dell’Agricoltura e dell’Agroalimentare, in modo da favorire la crescita e la competitività delle imprese.

È questa una delle richieste contenute nel documento di proposte per nuove strategie di sviluppo agricolo e agroalimentare, da sottoporre all’attenzione dei candidati premier alle prossime elezioni politiche del 24 e 25 febbraio e ai segretari dei partiti, elaborato da Agrinsieme, il coordinamento che rappresenta le aziende e le cooperative di Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane agroalimentari, che ha tenuto nei giorni scorsi a Roma la prima riunione operativa della presidenza, dopo la presentazione ufficiale dei giorni scorsi.

Nel corso della riunione è stata evidenziata l’esigenza di una svolta nella politica agroalimentare in Italia, in grado di favorire la crescita e la competitività delle imprese e di valorizzare la qualità del “made in Italy”.
Il documento di Agrinsieme mette l’accento sull’urgenza di una politica orientata alle imprese, nelle loro diverse articolazioni, aggregazioni e rapporti con il mercato. Obiettivo prioritario è quello di collocare le aziende agricole, le cooperative e il sistema agroalimentare nelle dinamiche della crescita per contribuire e partecipare all’auspicabile ripresa economica del Paese.

Nello stesso tempo Agrinsieme conferma lo strumento della concertazione come prassi di responsabilità condivisa tra le Istituzioni e le parti sociali, nel rispetto delle reciproche competenze e senza confusione di ruoli. Agrinsieme, insomma, individua alcuni obiettivi strategici come assi portanti di una nuova azione politica che favorisca “lo sviluppo dell’agroalimentare per la crescita del Paese”.




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