Crisi: vita “low-cost” anche a tavola. Resiste solo il rito del caffè al bar

04/02/2013 Sempre più italiani optano per discount e prodotti alimentari di qualità inferiore, pur di risparmiare.


La Cia commenta il 'Rapporto Italia' dell’ Eurispes diffuso oggi: fotografata ancora una volta la situazione di sofferenza delle famiglie, soffocate dall’aumento delle tasse e dal calo del potere d’acquisto.

La vita degli italiani al tempo della crisi è assolutamente “low-cost”. Come fotografa oggi anche l’Eurispes, con il crollo del potere d’acquisto e l’aumento degli oneri fiscali, le famiglie sono costrette a tagliare tutte le spese: non solo regali, viaggi, tempo libero, ma anche pasti fuori casa. E infatti, nell’ultimo anno si sono ridotte drasticamente uscite a cena e dolci della domenica, con un calo nei ristoranti (-5 %) e nelle pasticcerie (-11 %). Resiste solamente il caffè al bar, un rito economico a cui non sa rinunciare un italiano su tre. Lo afferma la Cia, Confederazione italiana agricoltori.

Con quasi un miliardo e mezzo di consumazioni nell’ultimo anno, infatti, la pausa caffè di prima mattina o post pranzo coinvolge circa 20 milioni di italiani, complice anche l’andamento dei prezzi al bar, che è rimasto stabile e ben al di sotto del tasso d’inflazione generale.

Purtroppo, però, la situazione di sofferenza delle famiglie coinvolge anche la tavola casalinga: per affrontare le spese obbligate come carburanti, utenze, mutui o affitti, nell’ultimo anno più del 50% delle famiglie è stata obbligata a ridurre di netto la spesa alimentare. Oggi 7,4 milioni di famiglie dichiarano di optare per prodotti di qualità inferiore, mentre 6,5 milioni ormai si rivolgono quasi esclusivamente ai discount per gli acquisti settimanali per la dispensa.




2017

2016

2015

2014

2013

2012

2011

2010

2009

2002