Lo stato dell'arte del bio in italia. È il 10% della superficie agricola totale e occupa 40.000 persone

20/02/2013 In Europa, un terzo delle imprese biologiche è italiano e l’Italia è in testa nelle esportazioni

La superficie agricola italiana, coltivata nel rispetto dei principi e dei criteri del biologico, ammonta oggi al 10% del totale e occupa circa 40.000 persone, tra agricoltori, trasformatori e addetti del commercio. In Europa, un terzo delle imprese biologiche è italiano, solo la Spagna coltiva e produce più biologico di noi, ma in compenso l’Italia è in testa nelle esportazioni. E i consumi sono in costante crescita, il 6% in più nel 2012.

Ecco la fotografia dello stato dell’arte del biologico italiano scattata dall’Aiab, Associazione Italiana Agricoltura Biologica (www.aiab.it) che pensa al futuro e stila il decalogo per “coltivare” abitudini più sane e rispettose dell’equilibrio naturale, favorendo una normativa e un sistema di sostegni e di incentivi al settore, considerato finora un comparto di nicchia.

Le 10 priorità dell’Aiab? Primo fra tutti la necessità di interventi legislativi e nel quadro della Legge di Stabilità per portare il biologico al 20% di Superficie Agricola Utile nel 2018; la sottoscrizione di un disegno di legge per aumentare almeno al 50% gli acquisti pubblici verdi, ristorazione collettiva inclusa; il varo urgente della clausola di salvaguardia su coltivazione Ogm; la determinazione di strumenti legislativi e finanziari per conseguire l’obiettivo del 100% di agricoltura biologica nelle aree “Natura 2000”; l’impulso parlamentare per il ripristino della dotazione finanziaria del fondo originato dal prelievo del 2% sulla vendita dei pesticidi a vantaggio della ricerca biologica; l’approvazione di una legge nazionale per la promozione dell’agricoltura sociale e di nuovi modelli di welfare partecipativo.

E ancora, lotta al consumo di suolo e promozione dell’occupazione giovanile nelle campagne; promozione di un disegno di legge volto a dare vita a iniziative di realizzazione della sovranità alimentare in Italia; gestione del verde pubblico con i metodi del biologico, a tutela della salute dei cittadini; definizione di una delega a sottosegretario all’interno del Ministero delle Politiche Agricole su Biologico e Sovranità Alimentare e costituzione di un intergruppo parlamentare bio.

L’agricoltura biologica in Italia è un business in crescita, sia in termini commerciali che per le ricadute occupazionali: è italiano un terzo delle imprese biologiche europee, con una superficie coltivata a bio pari a oltre 1 milione e 200.000 ettari e nell’ultimo anno il numero degli operatori del settore è passato da 47.663 unità a 48.269. Il bio made in Italy piace soprattutto al mercato tedesco al quale puntano 9 produttori italiani su 10 e che nei prossimi anni secondo l’Ice, Istituto nazionale per il Commercio Estero, potrebbe contare su un volume d’affari di 13 miliardi di euro.

In Italia l’affermazione dei prodotti bio, procede a piccoli passi, ma a fronte della contrazione dei consumi di alimenti tradizionali, attribuibile alla crisi economica, il comparto ha registrato un incremento della spesa da parte dei consumatori italiani. A decretare il successo sono consumatori giovani e famiglie che registrano una tendenza alla fidelizzazione, mostrando di preferire alimenti di chiara provenienza geografica, possibilmente a chilometro zero, e garantiti, che hanno favorito la moltiplicazione del numero dei canali di vendita (da 106 a 167) sia locali che online negli ultimi mesi dell’anno scorso.

Fonte: Ansa




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