Il 65% dell'export italiano è concentrato in 4 mercati

07/03/2013 Cina ancora lontana nella fotografia dell'Unione Italiana Vini

L'Italia del vino continua ad avere una forte concentrazione in pochi Paesi tanto che sommando Usa, Canada, Germania, Regno Unito e Svizzera, si arriva al 65% sul totale dell'export. A tracciare un quadro, dalle molte criticità, è l'Unione Italiana Vini (Uiv) che indica anche che l'Estremo Oriente (in particolare Cina e Hong Kong) è ancora relegato ad un ruolo marginale (il 5%) mentre il resto delle esportazioni è polverizzato in una miriade di piccoli e medi mercati (sopratutto europei).

Sebbene il 2012 si chiuderà per l'export italiano in maniera positiva (a tutto novembre sono stati spediti nel mondo 19 milioni di ettolitri) soprattutto con l'incremento del valore (4,3 miliardi nei primi 11 mesi dello scorso anno), l'Italia, che con 41 milioni di ettolitri è diventata il primo produttore di vino nel mondo (scalzando la Francia), è rimasta sostanzialmente immobile a guardare mentre i nostri competitors hanno differenziato le strategie.

Una, su tutti, proprio la Francia che oggi ottiene il 20% del fatturato del proprio export in Cina e Hong Kong, l'Australia (che, come il Sudafrica, ha dirottato lo sfuso nel Regno Unito e l'imbottigliato in Asia) è al 16% mentre l'Italia che in 10 anni è passata dallo 0,2% al 2%, nell'ultimo anno è stata superata anche da Spagna e Cile.
(Fonte Ansa)




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