Quando il resort è in cantina. Enoturisti in viaggio fra le vigne per cogliere l'essenza di una terra del vino

15/04/2013 Percorsi suggestivi che interessano 3 milioni di turisti in Italia

Quando il viaggiatore visita una cantina o passeggia per un vigneto, entra in sintonia con la terra che visita. Penetra nelle radici più profonde, ne sente il profumo, ne respira la storia, ne assapora il gusto. È qui che il viaggio si fa esperienza. Lo dice chiaramente lo slogan della cantina Planeta, in Sicilia, in bella mostra al Vinitaly "Ogni territorio la sua cantina". E quindi il suo vino.

Non c'è bisogno di essere esperti per cogliere lo spirito di vino che c'è in ogni terra che incontriamo. Il suo terroir. Così ogni viaggio ha il suo vino. Che racconta a tutti i viaggiatori un pezzo di territorio. Un'esperienza che sempre più turisti vogliono vivere direttamente in cantina. Facendo del brindisi con la terra il senso del viaggio.
Non solo per la gettonatissima domenica delle "Cantine Aperte" (quest'anno il 26 maggio), ma per periodi sempre più larghi e in diversi momenti dell'anno. Sono tre milioni secondo la stima del Movimento Turismo Vino gli enoturisti in Italia, per un valore di 5 miliardi di euro. Dall'ultima edizione dell'International WineTourism Conference si tratta di flussi turistici che nell'87% dei casi provengono dall'estero (il 20% dalla Germania, l'8% dagli Stati Uniti e un 2% da Paesi orientali). Numeri già significativi ma che, secondo gli esperti, rappresentano solo il 20% delle potenzialità di questo segmento d'offerta.

Accanto al vino si sviluppano allora iniziative ricettive, spesso di grandissimo livello. Cantine con camere, agriturismi. Fino a wine resort di lusso con piscina, spa, servizi e trattamenti dedicati. Tutto fra filari di viti, su melodiose colline, accanto a borghi incantati, che fanno dimenticare la frenesia del tempo. Un settore che cresce insieme alla qualità delle cantine e del vino. Sono proprio le realtà vinicole più importanti a sviluppare maggiore accoglienza e ricettività. Come avviene nelle terre della Valpolicella e dell'Amarone, nelle Langhe piemontesi, o nell'Umbria del Sagrantino, nella Puglia del Negramaro o del Nero d'Avola in Sicilia, del Chianti e del Brunello in Toscana.
La location "storica" del connubio turismo e vino. La "miglior destinazione europea" per milioni di amanti del vino di tutto il mondo, secondo l'ultima edizione del Travelers' Choice Wine Destinations Awards di TripAdvisor. In testa anche al sondaggio del Movimento Turismo Vino, "Vota le destinazioni enoturistiche del cuore", presentato al Vinitaly (i cui risultati finali saranno resi noti a consuntivo di Cantine Aperte): la Toscana è la regione preferita per 1 enoappassionato su 5. Un primato che poggia su un'offerta di assoluta eccellenza. Esempi di un settore che sta investendo tantissimo sull'accoglienza di alto profilo, e che cerca di affermare sempre più il "valore" dell'esperienza del viaggio in cantina. Un nuovo asset sul quale è indispensabile puntare per sfruttare appieno le potenzialità di crescita dell'enoturismo, sfruttando al meglio anche il marchio dell'eccellenza made in Italy.

Ne è convinta la neo Presidente del Movimento Turismo del Vino, Daniela Mastroberardino, classe 1968, alla guida dell'azienda di famiglia Terredora che ha contribuito alla riscoperta dei millenari vitigni autoctoni della Campania. "Oggi più che mai il made in Italy - dice la Mastroberardino - deve fare sistema e il turismo del vino assieme all'arte, al design e alla moda, rappresenta una delle parole chiave per la promozione del brand Italia nel mondo. Per questo occorre che l'enoturismo abbia maggior peso specifico nei tavoli strategici per il rilancio dell'agricoltura e del turismo nel Paese". (Fonte: Avvenire)




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