Più Cina, Russia e Brasile, ma con stili diversi. Gdo e web sempre più importanti. Ecco i trend del vino secondo una ricerca Luiss/Università delle Marche

17/04/2013 Lo studio ha coinvolto 10.000 importatori e consumatori di tutto il mondo

Sempre più Cina, Russia e Brasile, da conquistare con stili di vino diversi, con la Gdo e internet sempre più importanti per l’eno-business: ecco alcuni dei trend futuri del vino mondiale, messi in evidenza dalla ricerca condotta da Gabriele Micozzi, docente di Marketing alla Luiss e all’Università Politecnica delle Marche, che ha sondato le opinioni di 10.000 persone da tutto il mondo (3.333 importatori e distributori, e 6.000 consumatori), anticipati in esclusiva da www.winenews.it, uno dei siti più cliccati dagli amanti del buon bere.

Dallo studio arrivano conferme su quali saranno i mercati a più alta crescita per il vino italiano, ovvero Cina (+36% all’anno), Russia (+28%) e Brasile (+24%). Da conquistare, però, con vini di stile diverso: secondo esperti e consumatori, in Cina spopoleranno rossi di grande “dolcezza” e biologici, in Russia i bianchi più alcolici e strutturati, e i Brasile la faranno da padrone vini eleganti da un lato, e “divertenti” dall’altro. Ma in generale, in questi tre Paesi, secondo il sondaggio, la nicchia dei vini biodinamici potrebbe avere un tasso di crescita del 48% all’anno, e se al “bio” si aggiunge anche il valore dell’autoctono, il potenziale di crescita a livello mondiale, per le etichette del Belpaese, potrebbe essere addirittura del 56% nei prossimi tre anni.
Nello stesso tempo, la gdo aumenterà il suo peso del 22% sul commercio dei vini “mass market”, ma crescerà anche l’e-commerce: +42%. Anche se, secondo la ricerca, ben il 78% delle aziende è impreparato in questo senso.

E se il competitor n. 1 dell’Italia rimarrà la Francia, il Belpaese deve guardarsi anche da tutti gli altri Paesi produttori, visto che importatori e distributori, nei prossimi 3 anni, promettono di dare più spazio, nei loro cataloghi, anche ai vini di Argentina (+24%), Cile (+22%), Africa (+18%) e Australia (+16%). Come influenzare, dunque, le scelte di acquisto? Per la ricerca, nel mondo, entro il 2016 il peso delle guide “off-line” diminuirà del 32%, mentre crescerà quello dei blogger (+35%). E, in generale, il ruolo carta stampata nell’influenzare il consumatore del vino crollerà del 63% nei prossimi 3 anni, mentre il peso di internet crescerà dello stello valore. Ma tanto sul web che in termini di comunicazione generale, le cantine d’Italia e del mondo devono lavorare ancora: il 53% consumatori si dice insoddisfatto dai siti delle aziende, il 43% dalla loro comunicazione, il 36% anche dalle etichette.

Ma al di là dello strumento, cosa raccontare e proporre sui mercati? Dai risultati della ricerca, i giovani e le donne, che nel mondo sono le “categorie demografiche” che ovunque stanno guidando la crescita dei consumi, vogliono vini sia eleganti che “divertenti”, e che abbiano comunque storie da raccontare. E se oggi il vino mondiale viene scelto soprattutto in base ai territori d’origine (69%), ai vitigni (46%), ai premi (42%), all’influenza delle campagne stampa e di eventi (40%), e al web (38%), in futuro i consumatori, a livello mondiale, cercheranno soprattutto nuovi luoghi di consumo (44%), nuovi territori del vino (41%), nuove forme di comunicazione sul web (38%), nuove bottiglie e nuove etichette (36%).




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