Il Belpaese a Natale non ha rinunciato ai piaceri della tavola

02/01/2014 Spariscono caviale ed ostriche, vince il Made in Italy. spumante e vino la seconda voce di spesa

Gli italiani non hanno rinunciato ai piaceri della tavola nei giorni di festa: tra il cenone della vigilia e il pranzo di Natale, chi è rimasto a casa (il 92% degli italiani) tra cibi e bevande ha speso 2,3 miliardi di euro. Ecco il bilancio di Coldiretti, che conferma come nel Belpaese l’appuntamento più atteso e tradizionale non sia prescindibile, anche se alla fine, si è speso molto meno del 2012, l’8% in meno.

Un taglio spinto dalla crisi, realizzato con risparmi nella spesa, il contenimento degli sprechi ed anche con la scelta di menu più oculati: ha vinto il Made in Italy, mentre caviale, ostriche e champagne sono praticamente scomparsi dalle tavole dove invece si sono affermati bollito, polli arrosto, cappelletti in brodo, pizze rustiche e dolci fatti in casa.

Il Natale 2013 a tavola sarà ricordato anche per il maggior tempo trascorso in cucina per la preparazione delle ricette del passato: dai cappelletti in brodo della Romagna al cappone in Piemonte, dai canederli in Trentino alla minestra di cardi in Abruzzo, dalla brovada e muset con polenta in Friuli, alle scillatelle in Calabria, dal pandolce in Liguria al fristingo nelle Marche e le molte altre specialità presenti in tutte le Regioni italiane. Un appuntamento che, nonostante i profondi cambiamenti negli stili di vita, è fortemente radicato nella popolazione, come dimostrano gli spostamenti per tornare nei luoghi di origine e ritrovare i gusti, i sapori ed i territori dei quali è si mantenuto saldo nel tempo il ricordo.

La maggioranza delle tavole sono state, infatti, imbandite con menu a base di prodotti o ingredienti nazionali con una spesa stimata in 830 milioni di euro per pesce e le carni compresi i salumi, 450 milioni di euro per spumante, vino ed altre bevande, 400 milioni di euro per dolci con gli immancabili panettone, pandoro e panetteria, 300 milioni di euro per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca, 220 per pasta e pane e 100 milioni di euro per formaggi e uova.

Fonte: www.vinoway.com




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