Il nuovo identikit di “eataly world”che intende aprire le porte entro il 2015

07/01/2014 L’idea è del Professor Andrea Segrè, la regia sarà di Oscar Farinetti, l’investimento di 95 milioni di euro

55 milioni di euro, ovvero il valore dell’area, ce li metterà il pubblico, ovvero il Comune di Bologna, tramite Caab, la società presieduta dal professor Andrea Segré. Almeno altri 40 i privati, ovvero una lunga cordata guidata da Coop Adriatica. L’apertura è prevista nel 2015 per sfruttare l’effetto traino dell’Expo, e a regime, nel 2019, l’obiettivo è di arrivare a generare un fatturato di 86 milioni di euro all’anno, e dare lavoro a 5.000 persone tra impiego diretto e indotto. Ecco, secondo la ricostruzione del “Corriere della Sera”, i numeri di “Eataly World”, il nuovo parco dell’agroalimentare italiano di eccellenza che sorgerà a Bologna. La regia, ovviamente, sarà affidata ad Oscar Farinetti.

L’idea del Parco alimentare, come riporta il Corriere, è di Andrea Segrè, che oltre ad essere il presidente di Caab, è anche l’ideatore storico di Last Minute Market, lo spin-off dell’Università di Bologna da anni impegnata nella lotta allo spreco alimentare. E sarà proprio Segrè a controllare che il progetto venga realizzato in maniera corretta. “Il sindaco di Bologna Virginio Merola, aveva parlato chiaro: niente centri commerciali - racconta Segrè - ed il 30 novembre 2012 siamo andati da Farinetti a presentare l’idea del parco tematico. Vista la sua disponibilità ci siamo dati due obiettivi: trovare investitori privati disposti a mettere almeno 40 milioni di euro nell’operazione. Avere la disponibilità dei grossisti dell’ortomercato a trasferirsi subito in un’area limitrofa. Entrambi sono stati raggiunti entrò la fine del 2013, come ci eravamo proposti. Ora il mio compito resta quello di vigilare sulla realizzazione del progetto”.

Nel parco ci saranno tutte le filiere più importanti dell’alimentare italiano: dal grano alla produzione della pasta, passando per il mulino, dalle viti alle botti, alle bottiglie, dal pomodoro ai laboratori di lavorazione, ma anche la norcineria, partendo dall’allevamento dei maiali alla stagionatura dei prosciutti, fino alle stalle con le vacche da latte e la lavorazione dei formaggi.

Fonte: www.winenews.it




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