Made in Italy: google alleato contro 60 miliardi di cibi tarocco

22/01/2014 Trovato un importante alleato internazionale nella lotta al falso Made in Italy alimentare

Abbiamo trovato un importante alleato internazionale nella lotta al falso Made in Italy alimentare che nel mondo fattura oltre 60 miliardi di euro, quasi il doppio del valore delle nostre esportazioni agroalimentari. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel commentare il progetto "Made in Italy: eccellenze in digitale" realizzato da Google che coinvolge anche i 259 prodotti alimentari italiani riconosciuti dall’Unione Europea come denominazioni di origine (Dop/Igp) e le 2 3 Specialità Tradizionali Garantite (Stg).

Un segnale positivo – sottolinea Moncalvo - in vista dell’ Expo che deve rappresentare l’occasione per fare conoscere la vera identità del prodotto italiano all’estero dove il nemico maggiore - sostiene la Coldiretti - sono le imitazioni low cost con il cosiddetto “Italian sounding” che colpisce i prodotti piu’ rappresentativi dell’identità alimentare nazionale . Nei diversi continenti sono infatti in vendita inquietanti aberrazioni, dallo “Spicy thai pesto” statunitense al “Parma salami” del Messico, ma anche una curiosa “mortadela” siciliana dal Brasile, un “salami calabrese” prodotto in Canada, il “provolone” del Wisconsin, gli “chapagetti” prodotti in Corea,.

Le denominazioni Parmigiano Reggiano e Grana Padano sono le piu’ copiate nel mondo con il Parmesan diffuso in tutti i continenti, dagli Stati Uniti al Canada, dall'Australia fino al Giappone, ma in vendita c'è anche il Parmesao in Brasile, il Regianito in Argentina, Reggiano e Parmesao in tutto il Sud America. Per non parlare del Romano, dell'Asiago e del Gorgonzola prodotti negli Stati Uniti dove si trovano anche il Chianti californiano e inquietanti imitazioni di soppressata calabrese, asiago e pomodori San Marzano “spacciate” come italiane.

E in alcuni casi sono i marchi storici ad essere “taroccati” come nel caso della mortadella San Daniele e del prosciutto San Daniele prodotti in Canada. L’“agropirateria” internazionale utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all'Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale e frena le potenzialità del nostro export che nel 2013 ha raggiunto la cifra record di 33 miliardi di euro. Sul piano internazionale questo fenomeno - conclude la Coldiretti - va combattuto con l’informazione ma va anche cercando un accordo sul commercio internazionale nel Wto e facendo chiarezza a livello nazionale ed europeo dove occorre estendere a tutti i prodotti l'obbligo di indicare in etichetta l'origine dei prodotti alimentari.

Fonte: Coldiretti




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