Il vino si fa mecenate e custode della cultura e del territorio con la Fondazione Bottari Lattes

24/01/2014 Un cofanetto di Barolo docg 2009 accompagnato dal romanzo “La malora” per raccogliere fondi per il recupero della “Censa di Placido”

Il vino si fa mecenate e custode della cultura e del territorio con l’iniziativa della fondazione Fondazione Bottari Lattes per raccogliere i fondi necessari alla messa in sicurezza della “Censa di Placido”, di San Benedetto Belbo: nel mese di febbraio verrà messo in commercio un cofanetto con Barolo Docg 2009, con etichetta realizzata appositamente per l’iniziativa, accompagnato dal romanzo “La malora” di Beppe Fenoglio, in cui lo scrittore fa apertamente riferimento alla Censa e ai Canonica.

I proventi derivati da questa iniziativa saranno interamente messi a disposizione del recupero dell’edificio. La Censa di Placido Canonica, risalente alla prima metà dell’Ottocento, è in pietra di Langa, con il tetto in lose e i solai in legno, e alcuni dei muri sono intonacati e su questi sono ancora visibili le antiche insegne della censa. Costruita nella centrale contrada dei Casazzi, la casa di Placido è da sempre soprannominata “la censa di Placido”, (censa=licenza=privativa, dove si vendevano i generi di monopolio: sali, tabacchi, valori bollati), cioè il classico negozio di paese, un emporio che in passato disponeva di tutto, adibito anche a bar e osteria, denominata “L’Osteria dei fiori”, con il forno per il pane sul retro.

“È urgente - spiega Caterina Bottari Lattes, presidente della Fondazione - dare inizio ai lavori di recupero. Un primo progetto di massima prevede il rifacimento del tetto e del sottotetto, degli impianti di gronda e di raccolta delle acque e l’ingabbiatura dei muri perimetrali che tendono ad aprirsi e comporta una spesa complessiva di circa 105.000 euro. Questi lavori sono propedeutici alla risistemazione definitiva della Censa. La nostra volontà, infatti, è quella di restituire alla comunità la vecchia osteria di Placido Canonica quale luogo di incontro e di attività culturali, oltre che museo interattivo”. “A fine 2013 - spiega Matteo Bosco, presidente “Terre del Barolo” - abbiamo compiuto 55 anni di attività, contrassegnata da una sempre attenta sensibilità verso il territorio e la conservazione della sua memoria. Non potevamo quindi rimanere indifferenti allo stato di degrado e trascuratezza di un luogo legato a vicende sia umane sia letterarie. Un luogo che ci ricorda che la malora esisteva ancora una cinquantina di anni fa, quando abbiamo fondato la Cooperativa proprio per offrire opportunità ai viticoltori di conferire le uve presso la Cantina, senza doversi affidare a costosi intermediari, assicurando così un reddito migliore agli agricoltori e frenando l’esodo dei giovani verso le città che avrebbe spopolato questi territori”.

Ma c’è un altro appuntamento in cui il vino si lega ancora alla cultura e che vede sempre protagonista la Fondazione Bottari Lattes: il Premio Bottari Lattes Grinzane, un premio letterario rivolto a opere di narrativa italiana e straniera edita in Italia. La designazione dei 5 finalisti tra i romanzi in gara scelti tra le opere italiane e straniere uscite nel 2013 da una giuria tecnica composta da: Giorgio Bárberi Squarotti (Presidente) critico letterario e poeta, Valter Boggione, docente di Letteratura italiana e saggista, Gian Arturo Ferrari Presidente del Centro per il Libro e la Lettura, Paolo Mauri, critico letterario e già caporedattore cultura di Repubblica, Bruno Quaranta critico letterario di TuttoLibri-La Stampa, la scrittrice e sceneggiatrice Lidia Ravera, il giornalista e già caporedattore dell’inserto Domenica del Sole 24 Ore Giovanni Santambrogio, la scrittrice Serena Vitale e lo scrittore Sebastiano Vassalli, avverrà sabato 8 febbraio a Castiglione Falletto (Cuneo).

Fonte: Winenews




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