Bruxelles staccherà per il vino italiano un assegno da 600 milioni di euro l’anno

28/01/2014 I vigneti al pari degli altri terreni agricoli avranno a disposizione un aiuto a ettaro ed entreranno fra i beneficiari dei contributi diretti erogati da Bruxelles

Viticoltori, 600 milioni di aiuti Ue ... I benefici di Bruxelles interessano anche i produttori di frutta ... Bruxelles staccherà per il vino italiano un assegno da 600 milioni di euro l’anno. A tanto ammonta, secondo le prime stime, la positiva ricaduta sul settore del vino made in Italy della recente riforma della Politica agricola.

Con la revisione della Pac, infatti, e il varo della nuova organizzazione comune dei mercati (Ocm unica), vigneti e frutteti entreranno per la prima volta a far parte delle “superfici elegibili”, ovvero quelle alle quali è riconosciuto l’aiuto Ue alla produzione. In sostanza, anche i vigneti al pari degli altri terreni agricoli avranno a disposizione un aiuto a ettaro ed entreranno fra i beneficiari dei contributi diretti erogati da Bruxelles.

Un budget che sarà riservato ai soli “agricoltori attivi” (per evitare di riconoscere finanziamenti ad aziende che, pur titolari di terreni, non svolgono attività agricola) e che per l’Italia ammonterà per l’intero periodo 2014 - 20 a circa 24 miliardi di euro, in calo del 6,5% (secondo le stime più prudenti) rispetto al periodo 2007 - 13. Considerato che il budget totale si ridurrà, i nuovi beneficiari otterranno risorse che verranno recuperate da altri comparti per i quali ci saranno tagli dei contributi (secondo il Mipaaf l’aiuto medio a ettaro nel complesso passerà da 404 a 378 euro).

Su entità degli aiuti al vino e sulla redistribuzione dei fondi fra i settori il condizionale resta però d’obbligo visto che molte scelte applicative devono ancora essere effettuate dall’Italia e il termine ultimo per comunicarle a Bruxelles è fissato al prossimo mese di agosto. Altri paesi hanno invece già provveduto e la Francia, ad esempio, ha deciso di escludere i vigneti dai beneficiai della Pac. Una scelta che però ha già provocato un’ondata di ricorsi. In Italia, invece, fra gli agricoltori sembra prevalere l’ipotesi di includere il settore fra quelli cui saranno destinati gli aiuti diretti.

Secondo le organizzazioni agricole considerata una superficie elegibile di 400mila ettari di vigneto (quella che emerge dalle dichiarazioni di produzione e che sembra più in linea con il concetto di agricoltore attivo) e ipotizzato per il vigneto un aiuto di 10 euro a ettaro (molto al di sotto della media) si arriverebbe a stimare per il settore vitivinicolo italiano un plafond complessivo di 600 milioni di euro l’anno. “Va chiarito - spiega il responsabile vino di Coldiretti, Domenico Bosco - che già oggi ci sono vigneti che percepiscono un aiuto alla produzione, perché le viti sono coltivate su un terreno che in passato produceva altro, ad esempio, seminativi. E quindi l’attività sul vigneto consente oggi di incassare l’aiuto maturato in passato.

Escludendo i vigneti dai beneficiari avremmo viticoltori ai quali il premio sarebbe comunque concesso e altri a cui sarebbe negato. E questo non è possibile. Non a caso sembra che tale principio sia alla base di molti ricorsi presentati in Francia contro l’esclusione dei vigneti”. Per molti l’inserimento del settore è un’importante opportunità “visto che il vino italiano - aggiunge Palma Esposito di Confagricoltura ha già dimostrato, dai contributi alla ristrutturazione dei vigneti a quelli per la promozione del vino all’estero, di saper investire le risorse a disposizione.

E lo farà anche, in futuro”. Per altri, infine, l’allargamento degli aiuti Ue al vino “è semplicemente un atto dovuto - dice il responsabile vitivinicolo della Cia, Domenico Mastrogiovanni -. Un riconoscimento dell’importante ruolo svolto dal settore negli anni in termini di Pil prodotto, di occupati, di export e, non ultimo, di sostegno all’immagine del made in Italy nel mondo”

Fonte: Il Sole 24 Ore




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