Tequila ok, ma in Messico scatta l'ora dei vini italiani

20/02/2014 Il Messico come nuova frontiera per Italia

Tequila 'siempre', ma spazio al vino italiano. Il Best Italian Wine Awards (Biwa), classifica dei 50 migliori vini d'Italia ideata dai sommelier Luca Gardini e da Andrea Grignaffini, è stato presentato presso l'EnoTK, locale upper frequentato da chi nell'immensa megalopoli messicana vuole prendere un buon bicchiere di vino.

Per l'occasione, si sono dati appuntamento tanti giornalisti, buyer, sommelier, winelover e ristoratori: tutti all'EnoTK per assistere alla presentazione della prestigiosa classifica e dell'assegnazione degli AWARDS 2013, premi speciali dedicati ai vini, le aziende e le persone che si sono distinte durante l'anno per aver contribuito a rendere il mondo del vino italiano un'esperienza unica, di carattere e personalità.

All'evento si è parlato non solo spagnolo e italiano, ma anche francese: fra i Vip invitati c'era per esempio Raoul Salama, collaboratore della Revue du Vin de France, di diversi giornali (Le Monde, Le Figaro), docente presso la facoltà di Enologia di Burdeos e dell'Istituto politecnico di Parigi. Un parere sulla Biwa? "Semplice, è una grande idea", ha sottolineato all'Ansa, lamentando che in Francia non esista qualcosa di simile.

Tra i presenti anche Emanuele Rabotti, il quale si é detto disposto ad investire in loco insieme ad un partner che sia disponibile ad assimilare la tecnica dello spumante. "Credo molto nelle potenzialità del Messico, credo in questo mercato vergine. E in comune con i messicani, noi italiani abbiamo - ha sottolineato il produttore in Franciacorta - il fatto di essere latini".

E infatti, il paese del momento in America Latina è proprio il Messico. Il suo gigantesco mercato interno sta esplodendo e d'altra parte, grazie al Nafta - accordo firmato ormai tanti anni fa - le vie commerciali per raggiungere gli Stati Uniti sono diverse e agevolate. Il tasso di crescita del consumo di vino in Messico è d'altronde attestato al 13% annuo, il che, accompagnato al consistente numero di ricchezza e di ceti alto borghesi, fa di questo paese una nuova frontiera per i vini e il food italiano.

Per scegliere i 50 vini sono stati necessari tre giorni di lavoro da parte dei giudici, che si sono confrontati con 300 vini diversi di tutte le regioni produttrici della Penisola, 200 rossi e 100 bianchi.

Fonte: Ansa




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