Testo unico per il vino italiano: il vino è il primo a tagliare il traguardo sulla strada delle semplificazioni

05/03/2014 Revisione delle definizioni e forte semplificazione di controlli e sanzioni sono i due cardini del provvedimento

Nei giorni scorsi è stato infatti presentato alle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato il progetto di Testo unico della Vite e del Vino, nato dal lavoro di Agrinsieme (che associa Cia, Confagricoltura e l’Alleanza delle cooperative), Federvin, Unione italiana vini, Assoenologi e Federdoc. Il progetto (una prima bozza è attesa già martedì prossimo), dopo essere notificato alle Commissioni Agricoltura dei due rami del Parlamento, sarà adottato dai relativi Presidenti che potrebbero poi optare per un percorso abbreviato.

Lo stesso ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, ha auspicato che il nuovo Testo Unico possa essere approvato entro sei mesi. “Un lavoro - ha detto il presidente dell’Unione italiana vini, Domenico Zonin - che ci ha impegnato due anni e che speriamo ora non venga stravolto nell’iter parlamentare”. Revisione delle definizioni e forte semplificazione di controlli e sanzioni sono i due cardini del provvedimento.

Lo sforzo chiarificatore sul piano delle definizioni (dalla nozione di “vino” a quella di “aceto”, da quella di “stabilimento enologico” a quella di “invecchiamento”) punta innanzitutto a razionalizzare le molteplici norme in materia ma è anche funzionale all’efficacia dei controlli. “E difficile far rispettare le regole se le stesse regole non sono chiare - spiega il responsabile vitivinicolo della Cia, Domenico Mastrogiovanni -. Per questo era fondamentale partire da una armonizzazione delle definizioni”. Ma il “piatto forte” del progetto riguarda le semplificazioni in uno dei capitoli più spinosi: quello dei controlli.

“Nel vino - ha ricordato il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi - si contano in media 13mila verifiche annue sulle 42mila registrate nell’intero settore agroalimentare”. Una mole di adempimenti la cui efficacia passa da una forte azione di semplificazione. Sotto questo aspetto le novità principali riguardano il coordinamento dei controlli e le misure di risoluzione abbreviata delle infrazioni. Il soggetto responsabile del coordinamento sarà l’Ispettorato per il controllo della qualità e la repressione delle frodi del ministero per le Politiche agricole.

“Uno dei punti chiave - spiega la responsabile vino di Confagricoltura, Palma Esposito - è il raccordo obbligatorio previsto per i vari controllori che intervengono dal vigneto al prodotto finale. Insomma, chiunque operi, e nel vino si contano 20 soggetti diversi fra organismi centrali e locali, deve tenere in considerazione quanto realizzato da chi l’ha preceduto. Mentre in passato ad ogni azione si ripartiva da zero”. E novità importanti ci sono anche per la risoluzione abbreviata con l’introduzione degli istituti della “diffida” e del “ravvedimento operoso” che possono consentire di risolvere in breve tempo e con sanzioni ridotte gli errori formali.

“L’auspicio - ha concluso il direttore di Federvini, Ottavio Cagiano De Azevedo - è che nel corso dell’iter di approvazione anche le altre organizzazioni di rappresentanza che finora sono rimaste ai margini si aggreghino nella definizione di questo Testo Unico che può avere importanti ricadute per tutto il vino italiano”.

Fonte: Il Sole 24 Ore




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