Tra gli astri nascenti del vino, in estremo oriente, c’è un protagonista inatteso, la Corea del Sud

20/03/2014 Nel distretto di Yeongdong, la viticoltura si proietta nel futuro, tra enoturismo e ricerca

Anche un Paese lontano, del quale conosciamo davvero poco, come la Corea del Sud, nota al grande pubblico per il primo atto della Guerra Fredda (la guerra di Corea, appunto, che segnò la nascita dei due blocchi, nel lontano 1950) e per le Olimpiadi di Seoul del 1988, ha una sua storia vinicola. Che ha radici lontane, addirittura, secondo alcune fonti, tra il XIII ed il XIV secolo, ai tempi dell’impero Mongolo, anche se la storia canonizzata e scritta sposta al XVII secolo l’effettiva introduzione della viticultura in Sud Corea, mentre la svolta più importante è ancora più recente, ed ha a che fare con l’opera svolta dal padre cattolico della Missione straniera di Parigi, Antoine Gombert, ad Andong, a 66 chilometri a sud della capitale Seoul.

Oggi, la regione simbolo della moderna viticoltura coreana, è un po’ più a Sud, a Yeongdong, suddivisione della provincia del Nord Chungcheong, dove, su un’area di 2.200 ettari, si producono 33.193 tonnellate di uva l’anno, pari al 12,7% della produzione nazionale. Qui, il Governo locale ha deciso di creare un vero e proprio distretto economico dedicato interamente a Bacco. Un progetto, nato nel 2008, con l’obiettivo di avere 100 cantine sotto un unico brand, quello di “Wine Korea”, capaci di catalizzare investimenti da parte di tutti e tre i settori: agricolo, manifatturiero, e dei servizi turistici, senza dimenticare la ricerca, con un distaccamento di viticoltura dell’università di Youngdong.

Un motore economico sul quale in tanti hanno scommesso, puntando, innanzitutto, su un vitigno molto particolare, a bacca rossa, il Campbell Early, che ha una resa decisamente inferiore a quella dei vitigni internazionali (Merlot, Cabernet Franc). Ma ciò che più colpisce, in quest’angolo remoto dell’universo enoico, è il progetto di un vero e proprio polo turistico, che prevede una strada del vino, che collegherà la stazione cittadina al parco Yongdu, dove sorgerà una passeggiata tra i vigneti e, soprattutto, un museo permanente sotterraneo, che funzionerà anche da sala degustazione ed enoteca. Un progetto ambizioso, che vedrà la luce nel 2016, e che fa della Corea del Sud un astro nascente nel mondo del vino dell’Estremo Oriente.

Fonte: www.winenews.it




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