Le cento vendemmie di Livio Felluga. Il patriarca del vino raggiunge la soglia dei 100 anni

20/09/2014 Primo settembre 2014: Livio Felluga, patriarca dell’enologia d’eccellenza del Friuli Venezia Giulia festeggia cento anni, vissuti amando e rispettando la terra e suoi prodotti. Le sue intuizioni, i suoi sogni sostenuti da straordinarie capacità imprenditoriali hanno percorso le vie del mondo, dove i vini della Livio Felluga di Brazzano di Cormòns sono simbolo di qualità e vessillo di un territorio

Un secolo vissuto all’insegna dell’amore e del rispetto per la terra uniti al culto della semplicità. Cento anni sono un traguardo di vita che non può non essere celebrato, soprattutto se il festeggiato è un personaggio con grandi meriti nel settore del vitivinicolo regionale e nazionale e Livio Felluga lo è, da oltre sessant’anni, per una lunga serie di ragioni, coraggio, caparbietà e lungimiranza in primo luogo.

Livio Felluga, nato a Isola d’Istria il 1 settembre 1914, ha compiuto proprio ieri 100 anni. Proprio lui, il Livio fondatore dell’Azienda Felluga con sede a Brazzano di Cormòns, provincia di Gorizia, e vigneti su un'estensione collinare nel Collio e nei Colli Orientali del Friuli di 155 ettari, che iniziò la sua scommessa nel 1956, acquistando i primi 23 ettari sulle colline di Rosazzo. Erano tempi in cui la gente abbandonava le campagne per trovare lavoro nelle fabbriche, gli anni ancora di sacrifici e ristrettezze prima del cosiddetto boom economico. Livio appartiene dunque a quella ristretta cerchia di produttori che, al termine del secondo conflitto mondiale, hanno saputo dare il via alla rinascita dei vini friulani, credendo nell’agricoltura, mentre i più puntavano all’industria e al triangolo della sedia.

Livio Felluga, già di famiglia di contadini di Isola d’Istria con vini da produrre e vendere, Refosco e Malvasia, fino a Vienna, Capitale dell’allora Impero, e poi a Grado, dove i genitori si erano trasferiti nel 1929, aveva l’uva nel sangue. Dall’età di quindici anni veniva mandato in bicicletta a promuovere la vendita fino a Udine, e da lì in Carnia. Finché, a ventidue decise di andarsene da Grado per lavorare in Friuli, ma fu la Guerra a portarselo via per ben sei anni, tre in Libia e tre di prigionia scontata in Scozia.
Non dimentica il suo sogno e con determinazione riesce prima ad ottenere i permessi per una rivendita di vini, poi acquista i primi ettari di vigneto e con gran passione riporta a nuova vita la collina, il simbolo di quei luoghi quale è l'Abbazia di Rosazzo, che da secoli racchiude tutta la storia e la cultura enoica friulana.

Intelligentemente ha diversificato e affidato la gestione dell’azienda ai suoi quattro figli: Maurizio in campagna e marketing, Andrea in amministrazione, Filippo, enologo, in cantina ed Elda, presidente del Movimento Turismo del Vino del Friuli Venezia Giulia, alle pubbliche relazioni e nella gestione dell’esclusiva Osteria Terre&Vini di Brazzano.

Fino a quattro anni fa Felluga guidava un fuoristrada per i campi, e controllava di persona le vigne, commentando con il suo perduto dialetto veneto-istriano. Ora si ferma soprattutto su una collina, “a sentire il tempo che scorre”, dice la figlia Elda, felice ed emozionata alla vigilia di questo traguardo. Il padre è per lei una quercia che ha visto scorrere i tormenti del Novecento. Un secolo che non gli ha risparmiato nulla.

Non possiamo trascurare un dato importante, che rende Livio Felluga un pioniere: le etichette “carta geografica”. Quell’etichetta, con la mappatura della proprie colline, inventata fin dal ’56 da Livio Felluga, ha determinato la geografia del suo vino in tutto il mondo, “con un’idea di marketing ante litteram che ha origine nel semplice amore per la terra”.

Sabato 20 settembre all'Abbazia di Rosazzo sarà il giorno delle celebrazioni pubbliche, organizzate dai figli Elda, Maurizio, Andrea e Filippo, ai quali da qualche anno ha passato il testimone nella conduzione dell'azienda. A sigillo di questo traguardo straordinario, nella secolare Abbazia e sui colli dove nel 1956 acquistò i primi 23 ettari di vigneto, avrà luogo un evento internazionale. In mattinata dalle 10 è in programma il convegno dal titolo “Arte e impresa a tutela del patrimonio rurale” a cui seguirà l'inaugurazione di Vigne Museum, grande iconostasi creata dall'architetto Yona Friedman e realizzata dall'artista Jean-Baptiste Decavèle con DAC, Denominazione artistica condivisa di Roma.

“Abbiamo pensato che questo fosse il modo migliore di celebrare papà - spiega la figlia Elda - Lui stesso è stato un architetto del paesaggio quando per primo e controcorrente iniziò alla metà degli anni '50 a far rinascere la collina valorizzando e facendo apprezzare anche fuori dei confini regionali i vini di qualità”. Un particolare di Vigne Museum, la grande iconostasi realizzata in occasione dei festeggiamenti.

Tanti Auguri a Livio Felluga dal Movimento Turismo del Vino!




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