Le donne del Movimento Turismo del Vino: un viaggio attraverso le personalità che hanno ‘tinto di rosa’ il mondo del vino. Marilisa Allegrini, ambasciatrice del vino made in Valpolicella

30/09/2014 “Come per la moda, un giorno posso indossare Armani e il giorno dopo Versace. Un giorno bevo un vino della Borgogna, un giorno del Barolo. C'è una stagione per tutto.”

Ambasciatrice di vini con quasi seicento anni di storia, Marilisa Allegrini è la “signora dell'Amarone”, vino simbolo della Valpolicella, nel veronese. Una delle prime donne della cantina Allegrini, dopo la nonna Caterina che, come definisce lei stessa, era una “tipa tosta”. E poi c’è un rito che Marilisa e la sua famiglia continuano a portare avanti negli anni: la “Ganzega”, la tradizione di festeggiare la fine della vendemmia con chi ci ha lavorato.

Ma il destino di Marilisa non era sin da subito scritto così. Da ragazzina non sembrava necessario che lavorasse in azienda, perché in una famiglia di origini agricole era il figlio maschio a rappresentare la continuità, ed ha perciò intrapreso la carriera di fisioterapista. Ma il richiamo dell’identità l’ha fatta tornare alle origini tenendo sempre bene in mente l’insegnamenti del padre: niente scorciatoie, bisogna faticare, la terra è generosa con chi si impegna. E se chiedete a Marilisa qual è il suo vigneto del cuore, lei risponde senza esitare “La Poja”, che il padre acquistò nel 1979, realizzando un suo sogno.

Madame Allegrini, alla guida delle Famiglie dell'Amarone d'Arte, l'associazione nata nel 2009 a difesa dell'identità del prodotto simbolo della Valpolicella, lavora a fianco del fratello, non sempre in accordo perché, in questo campo, la discussione è fondamentale e, come diceva il padre, “Se due persone sedute a un tavolo sono sempre d'accordo, una delle due non conta niente”.

Ma la famiglia Allegrini non si è fermata alla Valpolicella. Fra i grandi terroir del vino, ha scelto la patria del Brunello, dove oggi possiede la cantina San Polo (www.poggiosanpolo.com), azienda socia del Movimento Turismo del Vino.

“Dopo la Valpolicella, terra di Amarone, dove siamo nati, dopo Bolgheri, prima affascinante tappa Toscana, la naturale prosecuzione del nostro viaggio è Montalcino, è il Brunello. Per noi è San Polo. L’idea di San Polo è chiara: valorizzare al massimo le potenzialità del terroir, puntare sulla ricerca della qualità senza compromessi, offrire alla nostra azienda e ai nostri mercati un’ulteriore e prestigiosa occasione di sviluppo grazie ai vini pregiati di Montalcino”. I vigneti della Tenuta sono coltivati secondo i principi dell’agricoltura sostenibile. Le uve, lavorate con cura artigianale in una cura concepita per ridurre al minimo dispendio energetico e l’impatto ambientale, conservano ed esaltano la finezza dei profumi del Sangiovese, cosi da accreditare San Polo come nuovo, ma già autorevole testimone dell’aristocrazia del Brunello.
Prima assoluta in Toscana e seconda al mondo ad avere conquistato la certificazione, la cantina di San Polo in Montalcino ha ottenuto il marchio CasaClima Wine. Sostenibile da tutti i punti di vista: ecologico, ambientale ed anche economico: queste sono le caratteristiche indispensabili per conquistare l’ambita certificazione dell’Agenzia Casaclima .

Se cercate consigli su come scegliere un vino, Marilisa suggerisce di affidarsi alle zone storiche di produzione: il nome del vino non sempre è una garanzia, ma la cantina sì. “Si può bere bene senza spendere follie - conclude Marilisa Allegrini - ma dipende dal vino. L'Amarone ha una produzione complessa, quindi diffido di bottiglie che costano troppo poco”.




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