Donne ai vertici: Roberta Corrà alla direzione generale del Gruppo Italiano Vini. Un ottimo punto di partenza nel mondo del vino per le 'quote rosa'

08/01/2015 Basti pensare al capitolo del Movimento Turismo del Vino, per il quale hanno svolto un ruolo di primo piano l’ideatrice della manifestazione “Cantine Aperte”, Donatella Cinelli Colombini, o Chiara Lungarotti (che vanta a Torgiano in Umbria uno dei principali musei del vino presenti in Italia) fino all’attuale presidente, Daniela Mastroberardino

Con la nomina di Roberta Corrà alla direzione generale del Gruppo italiano vini la sensazione è che si chiuda un cerchio. Forse, cioè, la presenza delle donne nel mondo del vino è a un punto di svolta. Senza nulla togliere alle importanti esperienze portate avanti negli ultimi anni, per giunta spesso con risultati di grande rilievo, ma la nomina della Corrà al vertice del Giv segna davvero un passaggio importante.

Il Giv, Gruppo Italiano Vini, infatti è semplicemente la prima azienda italiana per fatturato (nel 2013 ha raggiunto 352 milioni di euro realizzati per il 70% all’estero) un colosso della cooperazione che detiene 15 diverse cantine in 11 regioni italiane (con marchi come Lamberti, Melini, Nino Negri e Castello Monaci in Puglia). Con Corrà quindi (anche se alla presidenza è stato confermato Corrado Casoli) una donna entra davvero nella “stanza dei bottoni” di una azienda di primissimo piano del mondo del vino made in Italy.

L’arrivo di una donna al vertice di un colosso cooperativo come il Gruppo Italiano Vini inoltre rafforza una tendenza che nell’universo delle coop vitivinicole già era stata inaugurata fin dal 2005 quando Ruenza Santandrea era stata nominata (fra l’altro confermata proprio a fine anno) presidente del Gruppo Cevico, altro colosso della cooperazione romagnola con un fatturato di 127 milioni di euro.

Un trend che inoltre testimonia come la presenza femminile nel mondo del vino è tutt’altro che episodica o legata a piccole griffe dal grande nome ma dalla limitata rilevanza economica. Dal mondo della cooperazione arriva invece il segnale di una capacità di incidere negli equilibri di grandi aziende da decine di milioni di bottiglie.

Finora la presenza femminile, pur rilevante e spesso interpretata con modalità innovative, era stata spesso limitata ad ambiti precisi. Talmente precisi da dover a volte essere sottolineati con la nascita di un’Associazione Donne del vino che fra le proprie promotrici annovera Maria Pia Berlucchi fino all’attuale presidente, Elena Martusciello (Grotta del Sole). Basti pensare all’intensa attività di marketing svolta da José Rallo (Donnafugata) Oppure al capitolo del Turismo del vino, per il quale hanno svolto un ruolo di primo piano l’ideatrice della manifestazione “Cantine Aperte”, Donatella Cinelli Colombini, o Chiara Lungarotti (che vanta a Torgiano in Umbria uno dei principali musei del vino presenti in Italia) fino all’attuale presidente del Movimento Turismo del Vino, Daniela Mastroberardino. O infine donne che hanno legato a doppio filo il proprio nome e la propria attività alla griffe aziendale come le sorelle Antinori (Albiera, Allegra e Alessia) o Marilisa Allegrini giusto per citarne solo alcune. Insomma non sarà ancora (come ama ripetere proprio la Cinelli Colombini citando Simone Weil) che la parità “si avrà quando una donna mediocre ricoprirà un ruolo di responsabilità”, ma certo che donne capaci vengano scelte per ruoli di primo piano, appare proprio come un ottimo punto di partenza. (Fonte: Giorgio Dell'Orefice, Sole24Ore)




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