Ecoturismo; rispetto per l’ambiente e riduzione di consumo energetico e risorse del territorio. La nuova frontiera delle vacanze italiane

19/02/2015 Gli italiani sono ormai in grado di definire il turismo ‘verde’ come quello che rispetta l’ambiente e cerca di ridurre il consumo energetico e di risorse del territorio

Italiani disponibili a rinunciare all’auto per non danneggiare ancora di più l’ambiente e disposti a pagare tra il 10 e il 20% di più per delle vacanze sostenibili. Questo è quello che emerge dal V rapporto ‘Gli italiani, il turismo sostenibile e l’ecoturismo’ realizzato dalla Fondazione UniVerde e Ipr Marketing presentato alla Bit (Borsa Internazionale del turismo) di Milano. Dal rapporto emerge un trend positivo sia per il turismo sostenibile che per l’ecoturismo. Il vincolo della sostenibilità per il 47% del campione è un’opportunità di crescita per lo sviluppo economico di un’area turistica.

Un’esigenza cresciuta negli ultimi anni che spingerebbe molti italiani a fare vacanze sostenibili. Per accertarsi che la struttura che sceglieranno sia ecosostenibile si affidano ad internet: considera la struttura ‘eco’ per l’uso di pannelli fotovoltaici per l’uso di sistemi per il risparmio idrico ed elettrico. Alcuni approfondiscono anche i servizi offerti dall’albergo e giudicano la struttura adatta se fa la raccolta differenziata e offre menù biologici e a km 0. Sul cibo, gli ecoturisti richiedono un’agricoltura sempre più sostenibile e prediligono ristoranti con prodotti biologici o a km 0, a condizione che ci sia parità di prezzo rispetto a quelli tradizionali. Lo stesso vale per gli esercizi che offrono un menù vegetariano o vegano.

La sensibilità sui danni che il turismo può portare all’ambiente è costante. Tra i danni segnalati: la cementificazione e la speculazione edilizia rappresentino una minaccia per la natura. Sull’ecoturismo come forma che rispetta l’ambiente e le popolazioni locali, valorizzando le risorse naturali e storico-culturali di un territorio, il panel dimostra un buon livello di conoscenza. Anche in questo caso, come per il turismo sostenibile, gli intervistati si dichiarano degli ‘internauti’ e si affidano alla rete per pianificare il loro soggiorno. Gli ecoturisti prediligono un’area protetta o un parco naturale perché per il 47% consentono di conoscere tradizioni locali e per il 40% perché ci sono percorsi enogastronomici. Il 51%, infatti, sceglie di trascorrere la propria vacanza verde in agriturismo.

Gli italiani sono attratti soprattutto dalla possibilità di fare escursioni per conoscere le aree archeologiche e i borghi storici e comprendere le tradizioni locali, pochissimi quelli che puntano a fare attività sportive. L’attenzione all’ambiente comporta una crescita dell’economia turistica di un territorio e la sensibilità per l’ecoturismo e il turismo sostenibile crescerà, come previsto da diversi studi, nei prossimi 10 anni.

Sono tanti gli italiani che ritengono che Expo 2015 dovrebbe valorizzare l’agricoltura contadina, senza chimica, biologica e biodinamica. Molti, invece, dubitano che si arrivi a un documento conclusivo di Expo che vede l’impegno di tutti i Paesi a favore di politiche agricole sostenibili e auspica che sia almeno garantito il diritto all’alimentazione, riducendo lo spreco di cibo. “Proviamo a rendere il padiglione italiano ‘no ogm’ e cerchiamo di offrire servizi e contenuti che rispondano alle esigenze della maggioranza degli italiani che chiede turismo e agricoltura sostenibili“, ha dichiarato Alfonso Pecoraro Scanio già ministro dell’Agricoltura e dell’Ambiente, presidente della Fondazione UniVerde e docente di turismo all’università degli studi di Milano Bicocca.




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