Vin Santo

17/01/2014 Sabato 11 Gennaio 2014

Sono arrivati in tanti all'azienda Marini per festeggiare il decennale di 'Vin santo è', la manifestazione che Giuseppe Marini ideò quasi per gioco nel 2004, arrivata alla decima edizione, grazie all'originalità dell'iniziativa e alla qualità del prodotto al centro della giornata. Una qualità che, il vin santo della vendemmia del 2010, degustato insieme, da produttore e ospiti, come nella tradizione della manifestazione, ha confermato sugli altissimi livelli delle annate precedenti dell'azienda tra Pistoia e Montale, che più volte è stata menzionata dalla guida dell'Enoteca di Siena e premiata a varie edizioni di Vinitaly per il suo prodotto più conosciuto.
Oltre a tanti appassionati di enologia, a sommelier in erba e amanti delle lavorazioni tradizionali, a spegnere le 10 candeline di 'Vin santo è' sono arrivati tanti ospiti illustri: dal vice presidente dalla Provincia, Paolo Magnanensi, al direttore della Camera di Commercio, Stefano Morandi, a Ivangiorgio Tarzariol presidente dell'Assoenologi toscani, a Violante Gardini del Movimento Turismo del Vino fino alle delegazioni locali di Slow Food, Fisar, Col diretti patners storici dell'iniziativa.
Per tutti Giuseppe Marini aveva in serbo un regalo molto prezioso: insieme alla degustazione dei vari caratelli, è stato assaggiato nell'arco della giornata, un vin santo del 1950. Un vero gioiello per gli amanti del vino toscano per eccellenza, non prodotto dall'azienda Marini, ma ritrovato nelle cantine della fattoria 'Le Forche' di Spazzavento di proprietà del dottor Castagnoli, dove Marini ha in affitto alcuni terreni coltivati a vite. Il ritrovamento di botti di vin santo del 1950 (l'origine è documentata da un piccolo biglietto manoscritto dell'epoca) ha spinto Castagnoli a chiedere l'esperto parere di Marini. Trovando il prodotto di grande godibilità oltre che longevità, insieme hanno pensato di farlo degustare agli ospiti del vin santo day dell'azienda Marini. Una degustazione molto gradita dalla folta platea che ha subito risposto all'invito di Giuseppe Marini, dando la propria offerta per comprare una delle piccole bottiglie del vin santo del 1950, anch'esse storiche perché prodotte artigianalmente a soffio e ritrovate sempre nelle cantine della fattoria alle porte della città con un documento che ne attestava l'ideazione per l'esposizione universale di Roma di inizio secolo. Il ricavato della vendita delle bottiglie è stato di 370 euro che Marini e Castagnoli hanno deciso di donare in toto all'Apr Onlus.