Enoturismo. In Italia 14 milioni di accessi e 2,5 miliardi di euro di affari

15/02/2019 Cittŕ del vino: “nel 2018 comparto vivace”. i turisti spendono in media 150 euro, gli escursionisti 85 euro. il 15esimo rapporto apre a uliveti e frantoi

Dall'articolo del Tre Bicchieri

Quattordici milioni di accessi, tra escursioni e pernottamenti, e un giro d'affari di 2,5 miliardi di euro. Il dato è contenuto nel quindicesimo Rapporto sul Turismo del vino in Italia, realizzato dall'Osservatorio delle Città del vino e dall'Università di Salerno, che offre un quadro che lascia ben sperare per il futuro. Il fenomeno in Italia è definito “vivace”, con iniziative sparse per lo stivale e numerose attività promozionali e di valorizzazione dei prodotti nei Comuni aderenti all'associazione presieduta da Floriano Zambon. Milano e la Bit sono state sedi di presentazione di tutti i numeri, ma il Rapporto sarà illustrato direttamente anche al ministro per le Politiche agricole e per il Turismo, Gian Marco Centinaio, il prossimo 27 febbraio.

COMUNI. La prima parte del sondaggio è sui Comuni (72 i rispondenti sui 432 aderenti a Città del vino) ed evidenzia un “discreto” livello dei servizi offerti dagli operatori enoturistici (cantine, ristoranti, alberghi), con un 40% che riconosce un voto “buono”. Formazione del personale (33%) e pubblicità (27%) sono le due attività su cui gli operatori dovrebbero inve- stire. Nel 2018, il 73% dei Comuni ha realizzato uno o più progetti per promuovere l'arrivo degli enoturisti, che incidono in media per il 27% sul fatturato delle cantine e per il 36% delle altre aziende (alberghi, prodotti tipici). Punto debole? La qualità delle infrastrutture di collegamento nelle singole zone di interesse, giudicata insufficiente. Ancora il 60% dei Comuni non ha un ufficio turistico. Quanto alle presenze di enoturisti oltre l'80% dei Comuni risponde che il flusso è aumentato o rimasto stabile. Un 20%, infine, appartiene all'associazione Città dell'olio.

CANTINE. Dal lato cantine (42 interpellate, di cui 19 in Toscana), il sondaggio conferma come la vendita diretta, la degustazione e le visite esauriscano il 65% di quanto svolto in azienda per il turismo del vino. Interessanti, si legge nel rapporto, i livelli di servizio offerto, dalla logistica all'accoglienza anche se “emerge purtroppo qualche ritardo nell'accessibilità per i disabili ai vari servizi”. Oltre metà del campione produce anche olio ed è già impegnata nell'oleoturismo, e considera strategica la collaborazione avviata nel 2018 tra le associazioni Città del vino e Città dell'olio.

ENOTURISTI. La parte speciale dedicata agli enoturisti conferma la Toscana come la regione più attrattiva d'Italia (48%), seguita da Piemonte, Trentino Alto-Adige e Campania, che già di per sé sono regioni a vocazione turistica. È di 85 euro la spesa media per gli escursionisti (chi visita ma non pernotta) che sale a 160 euro per chi utilizza tutti i servizi (viaggio, vitto, alloggio, acquisto bottiglie e prodotti). “Il turista del vino” recita il rapporto “si conferma disposto a spendere bene per un'esperienza di qualità”. Due persone su tre si sono dette interessate anche al turismo dell'olio.




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