Intervista al Presidente: Maria Paola Sorrentino

06/03/2020 La Presidente del Movimento Turismo del Vino Campania a 360° su Cantine Aperte ed enoturismo.

Una serie di interviste con i Presidenti regionali del Movimento Turismo del Vino per parlare di Cantine Aperte, di enoturismo, di progetti futuri e iniziative in essere.
La Rubrica del Movimento Turismo del Vino, nel weekend dedicato all donna, arriva in Campania con cinque domande a Maria Paola Sorrentino.

1) Ci parli di lei, la sua storia come vignaiolo e come Presidente MTV
La mia avventura nel mondo del vino inizia ben presto, quando ancora bambina insieme ai miei fratelli Benny e Giuseppe, partecipavo per gioco alle prime vendemmie della cantina familiare da tre generazioni, Sorrentino Vini nel cuore del parco nazionale del Vesuvio.
Curiosità e gran senso di responsabilità mi hanno condotto durante tutto il mio percorso di studi che ha sempre strizzato l’occhio verso il mondo più vasto del marketing e turismo del vino, conseguendo due lauree in scienze del turismo e la relativa magistrale. Fin da subito ho indirizzato il mio studio verso l’aspetto esperenziale del prodotto vino, inteso come risorsa inestimabile da cui partire e su cui puntare per una giusta politica di marketing territoriale e culturale in un contesto, quale quello del Vesuvio ricco di contraddizioni, bellezze ancora inesplorate e potenzialità importanti. Qui, insieme alla mia famiglia conduco la nostra azienda che rappresenta una delle realtà più affermate del nostro areale lavorando sempre verso una maggiore qualità dei nostri prodotti biologici in concomitanza ad un progetto di ospitalità che mi vede quotidianamente coinvolta. La mia esperienza da presidente di Mtv inizia nel Luglio 2016, un percorso non facile, specie all’inizio vista la mia giovane età, ma ricco di spunti e sorprese che mi ha portato a conoscere più da vicino colleghi produttori, comprendere nuove esigenze e dinamiche del settore.


2) Come Presidente della sua Associazione regionale MTV ci racconti cosa rappresenta per lei il Movimento Turismo del Vino, come è oggi organizzata la sua associazione regionale e quali sono le vostre prossime iniziative
Ancor prima di diventare presidente, da cantina associata, ho sempre seguito con attenzione quelle che erano le attività ed iniziative che l’associazione proponeva alle cantine. Oggi, la veste e la mission dell’associazione sono necessariamente cambiate; il mondo del vino è così in evoluzione che le esigenze cambiano in continuazione. Sono legata all’idea secondo cui la nostra associazione, in cui credo, debba rappresentare un contenitore di idee, attività, supporto, promozione di un turismo del vino di qualità, non sostituendosi ad un operatore turistico, ma essere in grado di dare linee guida a qualunque cantina mostri interesse ad aprirsi al pubblico. Dunque, un vero e proprio marchio di qualità che possa distinguere fin da subito le cantine che fanno parte della nostra grande famiglia! 

3) In molti identificano MTV con Cantine Aperte, cosa pensa di questo importante evento nazionale? Come si svolge nella sua regione?
Cantine Aperte è un evento che, a mio parere, ha perso terreno; non deve essere più l’evento di punta dell’associazione vista l’evoluzione delle cantine ma deve fare parte di un’offerta più ampia che non sia solo di eventi marcata MTV. In Campania sono molte le cantine ad aderire a questo evento, proponendo iniziative più svariate, a pagamento e non, ma spesso abbandonano la locomotiva dell’associazione dopo che l’evento è finito o a stento partecipano agli eventi successivi previsti in calendario. Un vero peccato, a mio parere, che rappresenta un po’ l’anello debole della catena dell’associazione ma spero possa essere un punto si cui lavorare in sinergia offrendo nuovi stimoli ed attività a colleghi desiderosi di migliorarsi!

4) Cosa pensa del panorama enoturistico italiano (aspetti positivi e negativi)? E quali sono gli scenari futuri che si augura possano attuarsi, sia a livello nazionale che regionale?
L’Italia è un Paese che potrebbe vivere solo di turismo
a vari livelli: artistico, culturale, leisure, balneare, enogastronomico, di montagna. Sulla domanda turistica incidono tante motivazioni al viaggio, negli ultimi anni, si è fatta sempre più strada l’esigenza di visitare un territorio a partire dalle sue risorse enogastronomiche combinate agli altri attrattori, questo ha fatto sì che l’offerta di una destinazione si diversificasse aprendosi a nuovi scenari di business. Quest’osservazione, che può sembrare una frase fatta, offre spunti di riflessione in merito a tutte quelle esigenze che un territorio più o meno pronto deve affrontare in termini di servizi ed infrastrutture e tutto quelle che ne consegue per gli attori di quell’areale. L’aspetto negativo dal mio punto di vista, è che mancano sempre di più figure professionali pronte ad accogliere questo tipo di turismo; non esistono corsi di formazione mirati alla costruzione di una professione in grado di offrire alle cantine le competenze di cui hanno bisogno; quindi una persona che si occupi di accoglienza, degustazioni, eventi e tanto altro. Quello che mi auguro a livello regionale è che ci sia maggiore sensibilità, collaborazione e sinergia tra gli associati e questo non può fare altro che attrarre nuovi colleghi produttori e contribuire all’appeal della nostra destinazione sempre più richiesta ed inserita nelle rotte internazionali. A livello nazionale, oltre al lavoro svolto dal presidente e dallo staff, per cui mi complimento, mi auguro che possa crescere la presenza dell’associazione in sinergia con i delegati regionali e che si possa diffondere una vera cultura dell’ospitalità diffusa stilando delle regole ben precise che regolamentino l’attività di una cantina associata da una non partner.

5) Ci lasci con una domanda che vorrebbe rivolgere ai winelovers e/o ai vignaioli e/o alle istituzioni e che spesso la fa riflettere.
Ai winelovers: cosa vi spinge a scegliere una destinazione piuttosto che un’altra? Una volta scelta la destinazione, quali sono gli elementi su cui basate la scelta di una cantina? Il sito web? La storia? Un vino? Paesaggio? Offerta completa?

Ai vignaioli: cosa può rendere migliore la nostra attività dal punto di vista dell’ospitalità? Quali servizi, oltre ai base, dovrebbero essere offerti o previsti?

Istituzioni: la destinazione e i servizi svolgono un ruolo importante nell’ambito del turismo in generale, su quali elementi si basano gli investimenti migliorativi messi a disposizione?




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