Intervista al Presidente: Filippo Antonelli

22/05/2020 Il Presidente del Movimento Turismo del Vino Umbria a 360° su Cantine Aperte ed enoturismo.

Una serie di interviste con i Presidenti regionali del Movimento Turismo del Vino per parlare di Cantine Aperte, di enoturismo, di progetti futuri e iniziative in essere.
La nuova rubrica del Movimento Turismo del Vino continua con Filippo Antonelli, Presidente del Movimento Turismo del Vino Umbria.

1) Ci parli di lei, la sua storia come vignaiolo e come Presidente MTV
Come vignaiolo sono subentrato alla guida dell’azienda nel 1986, dopo la laurea in Agraria. La tenuta Antonelli San Marco appartiene alla mia famiglia dal 1881, quando il mio antenato Francesco Antonelli acquistò la corte longobarda medievale di San Marco de Corticellis, appartenuta prima ai Duchi, quindi al Vescovo di Spoleto, e ne fece un’azienda vitivinicola modello per l’epoca. Personalmente, ho voluto dare un’impronta innovativa alla nostra produzione, nel rispetto della qualità e della tradizione che ci contraddistingue, producendo tutto secondo i dettami del biologico e affiancando ai tradizionali vini rossi del territorio di Montefalco i bianchi della zona, come il Trebbiano Spoletino.
Con la mia cantina ho aderito al Movimento Turismo del Vino fin dai suoi inizi, ricoprendo poi la carica di Presidente dal 2012 per tre mandati consecutivi. Siamo una squadra ben rodata e capace di lavorare in sinergia. 


2) Come Presidente della sua Associazione regionale MTV ci racconti cosa rappresenta per lei il Movimento Turismo del Vino, come è oggi organizzata la sua associazione regionale e quali sono le vostre prossime iniziative
Credo molto nell’enoturismo come strumento per conoscere e apprezzare al meglio un territorio, le sue eccellenze e la sua cultura. Il Movimento Turismo del Vino è senza dubbio un attore importante della promozione turistica di una regione, grazie alla passione che i vignaioli mettono nel loro lavoro, al fatto che le cantine socie rappresentano un presidio importante per la tutela e la valorizzazione delle nostre campagne e anche grazie all’elevata qualità dell’accoglienza che le caratterizza. In questo particolare momento di difficoltà, l’associazione regionale ha cercato di supportare le cantine, nel tentativo di favorirne la ripartenza, sperando che si possa presto tornare a degustare il nostro vino direttamente nei luoghi di produzione. Siamo certi che l’Umbria possa essere il luogo ideale per il turismo post Covid, non solo perché da noi l’emergenza è stata, tutto sommato, contenuta rispetto ad altre zone del Paese, ma anche perché siamo la terra dei piccoli borghi storici, della natura incontaminata, degli spazi aperti. È su questo che puntiamo per promuovere una visita alle nostre cantine, che significa anche gusto, divertimento, passione, tradizione, in totale sicurezza.

3) In molti identificano MTV con Cantine Aperte, cosa pensa di questo importante evento nazionale? Come si svolge nella sua regione?
Cantine Aperte è il più importante evento enoturistico nel nostro paese, ormai radicato nell’immaginario collettivo dopo quasi trent’anni di successo indiscusso. Da un paio di anni in Umbria abbiamo ritenuto opportuno far evolvere Cantine Aperte in una direzione di maggiore consapevolezza e condivisione da parte dell’enoturista, oltre che di sicurezza per tutti. Per questo abbiamo scelto la strada delle degustazioni guidate, dei momenti di approfondimento, di pranzi e cene su prenotazione. Tutte iniziative che puntano a far conoscere al meglio il nostro vino, ad accrescere la consapevolezza delle sue caratteristiche, del lavoro che c’è dietro, insomma del suo valore. Perché solo così riteniamo che chi visita le nostre cantine si possa fare ambasciatore della qualità dei nostri prodotti.
Quest’anno, a causa della pandemia, Cantine Aperte sarà in versione social e online, ma non vogliamo mancare l’occasione di restare in contatto con i nostri tantissimi wine lovers, nell’attesa di poterli ospitare di persona non appena possibile. L’Umbria ha sempre avuto un trend crescente di presenze durante Cantine Aperte, sempre di più anche gli stranieri; un trend, peraltro, che si conferma anche nel corso dell’anno sia in occasione di altri appuntamenti firmati da MTV, sia nei fine settimana in cui le nostre cantine restano aperte singolarmente per degustazioni, visite, acquisti. Segno che c’è voglia di conoscere e apprezzare il nostro vino e la nostra cultura. 


4) Cosa pensa del panorama enoturistico italiano (aspetti positivi e negativi)? E quali sono gli scenari futuri che si augura possano attuarsi, sia a livello nazionale che regionale?
In questo momento, come già detto anche da altri esperti del settore turistico, ritengo che l’enoturismo possa davvero essere il turismo della ripartenza, accessibile a tutti, di prossimità, all’aria aperta e sostenibile. La legge sull’enoturismo del 2019, inoltre, seppur tra alcune criticità, è senz’altro uno strumento importante per garantire ancora di più la qualità dell’accoglienza in cantina. Non è un caso che, a livello nazionale e regionale, si stia puntando sempre più sul turismo del vino per promuovere il territorio. Auspico davvero che esso possa essere un valido strumento per sostenere le cantine in questo difficile momento di ripresa.

5) Ci lasci con una domanda che vorrebbe rivolgere ai winelovers e/o ai vignaioli e/o alle istituzioni e che spesso la fa riflettere.
La domanda la farei agli operatori umbri del turismo, della cultura, dello spettacolo e dell’agroalimentare: perché non facciamo gruppo nel promuovere, valorizzare e salvaguardare la nostra bellissima regione?




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